Cultura, valore aggiunto o arma atta ad offendere?

Spesso, mi è capitato di avere a che fare con persone molto colte che non sapessero districarsi in determinate situazioni.

Mi spiego meglio, se ho quattro lauree, due delle quali in lettere, una in astrofisica e un’altra in ingegneria nucleare e mi trovo a dover interagire con un manovale, pretendendo che lui capisca i miei mille giri di parole, beh allora, non sarei sulla strada giusta.

Come del resto sarebbe perfettamente vero il contrario. Se ad un evento internazionale di astrofisica mi proponessi come il “manovale di turno” (senza offesa per i manovali, intendiamoci) non farei sicuramente bella figura.

Ogni contesto, ogni situazione ha i suoi ben precisi codici, codici che mi permetteranno di interagire a tutti gli effetti, con gli attori di quel contesto.

L’ho presa un po’ lunga lo so, tutto questo per dirvi che troppo spesso la cultura personale si trasforma in un qualcosa che assomiglia di più ad un’arma, atta ad offendere e screditare il prossimo, a mettere in risalto la propria superiorità, pensate di essere in grado di fare il lavoro del manovale? Provare per credere.

La cultura è un valore aggiunto.

Arricchisce voi e il prossimo.

In caso contrario, dal mio punto di vista sareste solo dei contenitori di informazioni, magari anche precise, ma pur sempre dei contenitori.

27 comments

  1. silvia · 9 Days Ago

    Assolutamente d’accordo, ho conosciuto persone molto colte ma di un’ignoranza abissale per le cose di uso comune e per la quotidianità che non sanno vedere oltre la propria saccenza.
    Nella mia bassezza del non essere laureata so vivere molto meglio di loro nonostante tutta la cultura 😉

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  2. almerighi · 9 Days Ago

    mi sembra giusto distinguere cultura e saccenza, una persona colta troverà sempre il modo giusto per comunicare con chi ha meno mezzi, il saccente in genere è un imbecille solo un po’ più istruito

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  3. Maria · 8 Days Ago

    Giorni fa leggevo proprio questo aforismone che ai aggiunge alle tue considerazioni:

    Nelle difficoltà, dalle persone istruite e colte ci si aspettano reazioni misurate e ragionevoli, ma il più delle volte non è affatto così: un nonnulla le mette in un penoso stato di collera o di depressione, ed esse non hanno alcun potere o volontà di porvi rimedio. Tutta la loro istruzione, tutta la loro erudizione è incapace di aiutarle.

    Quando capiranno che l’essenziale è saper vivere, e non essere professori, ingegneri o economisti? A cosa serve loro pavoneggiarsi con le ricchezze degli altri, apprese dai libri? Dovrebbero invece mostrare ciò che sono riuscite a realizzare con le proprie forze. Se non ne sono capaci, lascino da parte le loro conoscenze libresche e vadano finalmente a esercitarsi sull’essenziale: lavorare sul proprio carattere.

    (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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  4. maxilpoeta · 8 Days Ago

    argomento sempre attuale, non da oggi, purtroppo troppe persone si fregiano di titoli di alto livello per screditare persone e farle sentire inferiori, quando magari proprio quelle persone inferiori potrebbero avere delle idee, dei concetti che loro, dall’alto dei loro studi, non sarebbero in grado di comprendere…
    Ottima riflessione! 👍

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  5. Paola Pioletti · 8 Days Ago

    Concordo su tutto

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  6. liza · 8 Days Ago

    Concordo assolutamente.

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