LAVORO, un settore malato

Una malattia per la quale non esiste una cura, a quanto pare.

Prendete una qualsiasi persona e fatele questa domanda, come va?

E poi, come va a lavoro?

Le risposte saranno nel novantanove per cento dei casi, “bene, sto lavorando” Per la prima domanda e “massí, finché si lavora va tutto bene” per la seconda.

Se poi entrate un attimo in confidenza, vi verrà data una risposta sola ad entrambe le domande, “una mxxda”.

Da qualche anno a questa parte, solo un cieco non vedrebbe come stanno le cose, non me ne abbiano a male le persone che lavorano nelle agenzie di collocamento, ma si è creato e via via consolidato un meccanismo che non ha senso di esistere.

O meglio, un senso ce l’ha per qualcuno, quel qualcuno rappresenta forse l’un per cento della popolazione, un percento che vedete girare a tutta birra per le città, con il nuovo SUV a due piani.

Non vuole essere un discorso classista il mio, bensì una mera analisi dei fatti.

Mandi un curriculum all’agenzia che ti fa dai due ai tre colloqui con tanto di test attitudinali in stile cavia da laboratorio, agenzia che poi, se tutto andrà bene, ti proporrà alla ditta, con la quale avrai ancora nella migliore delle ipotesi un altro colloquio.

Tale iter si riproporrà ovviamente per tutti gli altri candidati.

Ora se la luna, tutte le stelle e il piano astrale che vi avrà fatto la maga coincideranno alla perfezione e sarete voi i prescelti, dopo un periodo che va dai due ai sei mesi, verrete assunti con un misero contratto a tempo determinato della durata di un mese.

Ora io mi domando, chi è quel pazzo che investe tutte le sue energie per imparare un mestiere, uscendo inevitabilmente dalla sua zona confort, stravolgendo le sue abitudini, cercando di entrare in sintonia con i nuovi colleghi, per un mese?

Signori, un mese di lavoro. Noi stiamo a perdere le energie sul vaccino, è da fare, non è da fare, fa abbastanza bene, no fa malissimo, ma di quest’argomento, vigliacco ce ne sia uno che ne parli.

Però…”sì, tutto bene, finché c’è lavoro, non ci si può lamentare”.

Personalmente, non mi sembra che vada poi così tutto bene.

Scappo a dormire va, che domani mattina ho il SUV dal meccanico.

5 comments

  1. unallegropessimista · settembre 13

    Io spesso ne ho scritto per quello che può contare, e anche oggi mi tocca.

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  2. Herald · settembre 13

    Eppure qualcuno ha scritto: “Il lavoro rende l’uomo libero” …

    Piace a 1 persona

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