Rimettersi in gioco

Le sfide non mi spaventano e recentemente mi si è aperta una nuova possibilità lavorativa.

Che dire, sfida accettata. Come tutte le sfide però c’è un prezzo da pagare soprattutto a livello energetico.

Ve la faccio in breve, ho dovuto rispolverare alcuni vecchi libri di elettronica e nonostante la fatica mentale devo dire che la cosa mi sta piacendo assai.

È proprio vero, non si finisce mai di imparare.

A qualcuno di voi è mai capitato di rimettersi in gioco?

A COSA MI È SERVITA LA LAUREA?

Così, di primo impatto mi verrebbe da dire ad una ceppa…

Però sono un fervido sostenitore della cultura personale. Sono altresì convinto che lo studio in qualche modo paghi sempre e non intendo solo a livello pecuniario.

Purtroppo mi duole dire a tutti che viviamo in un contesto sociale dove avere un titolo di studio, di un certo tipo, può addirittura creare dei problemi, del tipo :”oddio questo è laureato, troppo rischioso assumerlo, è un essere senziente”.

Lo dico perché tempo fa durante alcuni colloqui, ho percepito esattamente la sensazione di essere fuori luogo, perché laureato.

Non so se è mai capitato anche a voi.

Assurdo vero?

Doverosa premessa, non sono il tipo che gonfia il petto solo perché ha studiato, anzi è una cosa che mi ha sempre dato fastidio se fatta da altri. Nella vita nessuno dovrebbe insegnare a vivere a nessuno, perché nessuno è dio, o Maometto o Buddha, che sia chiaro.

Sono sempre stato curioso, ma allo stesso tempo schierato dalla parte di chi sosteneva l’inutilità di perdere tempo con lo studio, cercate di capire, sono di sesso maschile e sono anche un po restio al troppo tempo passato alla scrivania,non a caso ho fatto il personal trainer per anni, ad oggi però vi posso dire di aver capito il vero senso di studiare, APERTURA MENTALE, ELASTICITÀ, BUON SENSO. Ecco cosa porto via dai miei umili studi..

Tanta, troppa gente in giro, facilmente manipolabile, basta uscire con la frase microchip nel vaccino e tutti giù a bere la notiziona…

Un saluto a tutti..