Stati confusionali

Mettetevi comodi, sul vostro divano, piedi appoggiati sul pouf, stasera vi faccio addormentare…

Riflettendo un attimo, nel poco tempo che mi resta, dopo 9 ore di lavoro, con quattro ore che mi spettano di sonno e altre dodici domani, di lavoro…ho estrapolato alcuni pensieri.

Pensieri che probabilmente sono frutto di uno stato confusionale che mi attanaglia. Perciò domani siate coscienti del fatto che sarò già tornato in me.

Tutti noi, più o meno abbiamo una vita attorniata di problemi, una vita che assomiglia di più ad una corsa contro il tempo, svegliati, lavora, mangia, fai pipì, lavora, pensa ai figli, al marito o alla moglie, alle bollette, alla suocera, al capo, all’amica, manda e-mail, vai a cena, sorridi, lavati i denti, dormi, fai sexxo, o all’amore, svegliati, lavora…

Però, alla fine nonostante il tempo passi e i problemi aumentino, mi viene sempre da dire una cosa..


Ma quanto è bella la vita!


La vita è-un-ammucchiata-di-eventi- imprevedibili, eventi che inutilmente ci sforziamo di controllare.

Spero di aver abbassato il vostro cortisolo.

Saluti signori, finisco il mio whisky.

Lockdown mentale

Più che il virus, credo sia stato il lockdown a lasciare i solchi più profondi.

Non fraintendete, sto parlando di segni a livello psicologico. Ho quasi l’impressione che quello stop forzato che tutti noi abbiamo dovuto sostenere, abbia come dire, rotto degli ingranaggi, messo in discussione un qualcosa che alla fine, ci accomuna, la routine.

Chiacchierando un po’ in giro, ho percepito una cosa, in tanti mi hanno esternato più o meno la stessa sensazione…”non ho più voglia di uscire”.

Che poi tutti escono come prima, ci mancherebbe. Qualcosa però è cambiato.

Io credo che, a dispetto delle apparenze, a dispetto di vaccini, virus, politica, no-vax, sì-vax, coprifuoco, casa, mascherine, potrei continuare all’infinito, tutti noi abbiamo imparato una grande lezione, anche se non lo ammettiamo, su questa terra, il corso degli eventi, non siamo noi a deciderlo.

Perciò, RE-impariamo a gustarci un po’ di più, il piacere della vita, con annessi e connessi, domani è un altro giorno, chi lo sa cosa succederà.

Amicizie, queste sconosciute

Mi perdonerete l’articolo scritto di getto, ma poc’anzi parlando con una persona sul blog, persona che ringrazio per avermi dato lo spunto, ho sentito l’impellente bisogno di buttare giù due righe sull’argomento.

Per farvela in breve, si parlava di poca voglia di uscire, di frequentare amici ecc..

E io le scrissi, testuali parole, “a? Perché tu hai ancora amici? “

Da un po’ di anni a questa parte ho notato che le amicizie sono diventate settoriali, anzi chiamiamole conoscenze settoriali. Mi spiego meglio. Se io divento tuo amico, ma soprattutto se io divento un tuo FEDELE AMICO, stai pur certo che nel momento del bisogno, per quello che potrei fare, qualcosa per te farò. Non so se mi sono spiegato. Ovvio che la fedele amicizia si crea quando c’è empatia e condivisione di intenti, da entrambe le parti.

Signori ho avuto amici empatici con i quali ho condiviso serate, momenti, problemi, preoccupazioni, i quali alla perdita di un contatto quotidiano, vuoi per cambio di lavoro, vuoi per altro, si sono squagliati come burro al sole. Vi parlo di parecchi anni orsono.

Da allora, lavorando sempre a contatto con le persone, ho iniziato ad analizzare i rapporti umani, notando appunto che l’amicizia è diventata SETTORIALE, in quel momento sei lì nel mio ambiente, tra virgolette mi fai comodo o ci facciamo comodo a vicenda, perché non diventare migliori amici? Con tanto di intime confessioni, io a casa tua, tu a casa mia, ti presto le mie cose, ti chiamo tutti i giorni, ci alleniamo assieme, foto con abbracci, scritte, ecc…

Fino a quando un bel giorno, per motivi di varia natura, spesso per noia, questa fraternità, dal nulla, viene a mancare, si interrompe. Le foto insieme non fanno più tanti like, bene amicizia terminata.

Di queste situazioni, da esterno, ne ho viste a vagonate.

In certi momenti mi sembrava di essere al grande fratello, mi è capitato di allenare un sacco di “amiche”, voi non potete immaginare la malvagità di questi finti rapporti. Robe da psicopatici.

Nonostante io confidi ancora nell’amicizia, quella vera e profonda, col tempo, ho iniziato a vedere e vivere i rapporti umani, in maniera molto molto differente rispetto a qualche anno fa..

Ora anch’io ho un migliore amico, tutto mio, si chiama Venerdì.

Raccontatemi un po’ le vostre di esperienze.

Buona domenica.

AVANTI TUTTA

Le poche volte che mi metto a meditare, magari accompagnato da un bel sigaro, capito sempre difronte ad un bivio, da una parte sale l’incazzatura e dall’altra, probabilmente sotto l’effetto di aromi e nicotina, mi auto convinco che tutto vada bene così, che ogni epoca abbia i suoi lati buoni e i suoi lati oscuri, frutto di una naturale evoluzione dell’umanità.

Del resto l’umanità c’è da un bel po’ su questa benedetta terra, nonostante di avversità ce ne siano state.

Facciamo un passo indietro, analizziamo il perché della mia incazzatura, il discorso è molto ampio. Per prima cosa, ricordo quando da bambino mi immaginavo il mondo degli adulti, fatto di scelte ponderate e di decisioni prese per la salvaguardia del prossimo, bene, ho scoperto che non è così, anni passati a scuola, a subire le zuppe di tutti su educazione, rispetto delle regole e bla bla bla, un paio di cazzi, scusate il francesismo ma a sto benedetto mondo ogniuno pensa a sé, anzi vi dirò di più, se rispetti un minimo di regole e se in cantiere hai dalla tua un po di educazione, passi pure per il pirla di turno e non è uno sfogo il mio, bensì un dato di fatto.

Punto secondo, ho sempre immaginato l’uomo come essere in grado di imprese eroiche, sì, forse duemila anni fa. Ora l’impresa più eroica che vedo è la costruzione del nuovo Samsung che si chiude a libro.

e qui entra in gioco il sigaro, che con un mix pazzesco di aromi e nicotina, poco a poco mi fa uscire quel residuo di speranza che c’è in me…

Nulla è perfetto, non di certo lo è l’uomo, che rimane pur sempre un animale, ma, in fondo in fondo, nonostante i mille errori commessi, un modo per migliorare, lo trova sempre..

Notizia dell’ultima ora: uno studente ha ucciso otto persone.

Come non detto..

Ciao a tutti e che dio ve la mandi buona.

Il primo tercio è predominato da un sapore terroso con un retrogusto di legno pregiato percettibile solo a tratti. La forza si assesta sulla media 3/5.
Nel secondo tercio l’evoluzione è invece molto marcata: caffé, cacao amaro, legno con un sottofondo di fieno abbastanza preponderante. Si rivela in questa fase un sigaro abbastanza complesso ed interessante con una paletta aromatica ben costruita.
Nel terzo tercio vanno a completare il bouquet aromatico, dei sentori di cuoio e spezie. Finale, ovviamente, con forza crescente 4/5, che comunque non pregiudica la godibilità della fumata.

SUCCESSO-SOLDI-POTERE

Che trio,

Oggi vi farò un discorso che è semplicemente il frutto del fatto che non avuto successo, non ho soldi e non ho il potere. Se avessi queste tre cose probabilmente non sarei qui a scrivervi, ma sarei in giro a sfrecciare con la mia lambo placcata d’oro.

Non facciamo i preti di turno o gli ipocriti, chiunque cadrebbe sotto l’influsso di questi tre elementi.

Però, però

quando sai come funziona una cosa, quando conosci i retroscena, forse sei anche in grado di gestirla, forse.

Non a caso esistono i ricchi e gli arricchiti.

Recentemente sono stato ospite di un noto finanziere italiano, oramai in pensione, un pezzo grosso, questi sono ricchi da generazioni, eppure lui mi sembrava vestito come se dovesse andare a pesca, mancava solo gli cascasse un po’ di pastura dal taschino.

Qualche giorno dopo, per caso incontrai un vecchio cliente di un mio collega, che grazie ad una start up da lui fondata nel giro di qualche anno si era costruito un mezzo impero, vi dico solo che erano le dieci di mattina e lui indossava il frac.

L’esempio che vi ho portato sarà anche stupido ma denota la differente capacità di gestire tre elementi che possono elevarvi ma allo stesso tempo distruggervi,

SUCCESSO-SOLDI-POTERE

Voi sareste in grado di gestire queste tre cose?

Yacht e prostituzione

Titolo forte vero?

Eppure la parola prostituzione ci fa pensare subito alla povera senegalese, che vento, pioggia, gelo, sole e metterei anche la nebbia, passa le suo giornate alternando il marciapiede alle auto.

Ebbene, mio malgrado ho scoperto che si sta sviluppando una nuova forma di prostituzione, un mondo tutto nuovo, fatto di giovani e comuni leve, che per pagarsi una bella vacanza, o una bella borsetta da tremila euro, mettono in vendita il loro esile corpicino.

La prima a confessarmi le sue marachelle, fu una mia ex cliente.

Ora, non per farmi i fatti suoi, ma ad essere onesti, già qualcosa non mi tornava da tempo. Non riuscivo a capire come una normalissima commessa, potesse volatilizzarsi ogni dieci lezioni per compiere l’ennesimo viaggio di lusso.

Maldive, Thailandia, Caraibi…

Le sue parole furono: “sai quante ragazze lo fanno? Quasi tutte quelle che su Instagram, vedi sulla punta di uno yacht”.

Non credo tutte tutte, alcune lo yacht l’hanno proprio acquistato, però per altre, la mano sul fuoco non ce la metterei.

Comunque sono contento di aver già preparato tutte le valigie, domani parto. (☞ ͡ ͡° ͜ ʖ ͡ ͡°)☞

non-LIBERI PROFESSIONISTI

Ho fatto parte anch’io di questa categoria per più di dieci anni, vi fornirò quindi un’analisi più che veritiera.

È vero che esistono tantissimi settori ed è ancor più vero che, per chi si è trovato a gestire l’azienda del papi, tutti i discorsi che farò, non avranno alcun senso.

Oggi però, voglio fare riferimento a tutti quei giovani ragazzi che si trovano costretti ad aprire partita IVA partendo da zero. Perché ho detto costretti? Perché nella maggior parte dei casi, questi poveri cristi non è che vogliono aprire partita iva, si trovano semplicemente obbligati a farlo.

Per altro, si trovano spesso a dover svolgere mansioni e a dover rispettare orari, come se fossero dipendenti. Assurdo vero?

Assurdo eppure questo mondo sommerso esiste. E come al solito nessuno dice e fa nulla, però i vaccini fanno male.

Ci terrei oltretutto a precisare che, nessuno discute il fatto di dover pagare le tasse, io discuto semplicemente il fatto che non si può “assumere” una persona come libero professionista, per fare l’impiegato.

Così non gli paghi ferie, malattia ecc.

Vuoi fargli anche la pernacchia?

In più sfatiamo alcuni miti:

  • Il libero professionista non va in ferie quando vuole lui;
  • Il libero professionista non si organizza la giornata come crede;
  • È vero che il libero professionista non ha un capo o un responsabile, bensì ne ha tanti quanti sono i suoi clienti.

Come ultima cosa, mi piace sottolineare il fatto che al libero professionista è spesso preclusa la possibilità di accedere a mutui o prestiti.

Poi? Cosa vogliamo fare? Fargli acquistare la scrivania dove dovrà lavorare?

Ebbene sì, il libero professionista deve fare pure quello.

TEMPO

Dedicato a tutti quelli che si prendono troppo sul serio, come diceva Jake la furia, “Tutti i soldi che ho incassato li ho già spesi
Perché la vita è corta come il cxxxx dei cinesi”

Scusate il francesismo.

Il tempo passa amici, il mese scorso, mi capitò di rivedere il parchetto del paesello dove giocavo da moccioso, sembrava ieri, all’ora ero alto un metro e tanta voglia di crescere, oggi qualche centimetro e qualche ruga in più.

Una cosa che ho imparato a non sprecare, oltre all’acqua e il cibo, è il tempo. Siamo abituati a vincolare qualsiasi cosa al denaro, da qualche anno a questa parte ho iniziato a pesare le cose in maniera diversa. La prima domanda non deve essere quanto guadagno per quel lavoro, per quel progetto ecc.

Bensì, quanto tempo mi porta via quel lavoro, rapportato al guadagno?

Da libero professionista, scoprii ben presto, che a fronte di un ottimo guadagno le ore che concedevo al lavoro erano tantissime. Va da sé che, se dividete il guadagno per il tempo lavorato, la cifra era tranquillamente sotto la media.

Ovviamente ogniuno ha i suoi punti di vista, c’è chi vive per lavorare e chi come me lavora per vivere.

Lavorare è un mezzo, che ti procura un altro mezzo (soldi), per vivere più o meno dignitosamente.

attualmente la vedo così…

…che ogniuno gestisca il tempo come meglio crede.

Il blog mi piace

Non sono di certo un veterano del blog, però vi devo confessare che a sorpresa, la mia prima impressione è positiva.

Eccezioni a parte, ho riscoperto un mondo sotterraneo, fatto di persone che pubblicano una moltitudine di idee, pensieri, citazioni. Diciamo che questo blog, ripeto, eccezioni a parte, lo vedo molto più genuino di tanti altri mezzi di comunicazione moderni.

Prendiamo ad esempio YouTube. Avendo qualche ex collega che in passato si era buttato a capofitto su questa piattaforma, per un breve periodo ne ho seguito le vicende.

Il meccanismo è semplice, più denigri il prossimo, più ottieni consensi. Devi sputtanare a manetta tutto e tutti, addirittura ci si mette d’accordo per creare delle vere e proprie “serie tv”, dove il focus è unicamente,come vi dicevo, quello di sputtanarsi a vicenda.

Tant’è che molti, partono con le più buone è nobili intenzioni ma poi in un battito di ali, vengono risucchiati dall’infame meccanismo del dissing.

Da ciò deriva il fatto che, non è tanto il contenuto di quello che pubblichi che fa la differenza, bensì tutto il contorno.

Ma poi, il filmato sarà immediato, sarà elaborato e montato quanto volete, sarà coreografico è bello da vedere, ma limita pesantemente l’immaginazione.

Preferisco scrivere e leggere sono sincero, quando scrivi immagini e quando leggi pure, ti immagini com’è l’interlocutore, ti immagini le sue reazioni, le facce che potrebbe fare alla lettura di un tuo articolo, io immagino spesso che mi fate il dito medio dopo aver letto le tre righe che solitamente scrivo, ad esempio : ) .

Il blog è più libero, più amichevole, qualcuno ogni tanto ci prova a farmi girare i cocomeri, con affermazioni banali e stupide.

A questi rispondo con la perfetta tecnica del muro di gomma, spara spara che tanto i proiettili rimbalzano.

Una buona serata