Dedicato a chi lavora anche di NOTTE

Subito a pensar male…

Questo articolo, lo dedico a tutte quelle persone che come me, purtroppo o per fortuna devono lavorare anche di notte.

Toglietevi subito dalla testa la classica frase, “è ma il corpo dopo un po’ si abitua”.

Assolutamente no, i nostri ormoni hanno un andamento circadiano, stop, per adesso è così, magari fra cinquecento anni sarà diverso e ci saremo evoluti, anche per lavorare di notte.

Andamento circadiano vuol dire che, giorno dopo giorno, in determinate fasce orarie della giornata, i nostri ormoni hanno dei picchi, sia verso l’alto che verso il basso. Prendiamo ad esempio un ormone di cui avrete sentito tutti parlare, il cortisolo, prodotto in grandi quantità nelle prime fasi della giornata e quasi completamente assente durante la notte. Il cortisolo di notte è assente semplicemente perché, durante il sonno, a patto che sia continuo e profondo, vengono ricostruiti i tessuti danneggiati durante la giornata. È noto a tutti che il suddetto ormone svolge la funzione di scomporre i tessuti per ricavarne energia.

Va da sé che se io non sto dormendo causa lavoro, questo ormone continuerà ad essere prodotto. Ecco perché non ci si può abituare al lavoro notturno. Perché è in contrasto con gli attuali meccanismi biologici umani. Ho parlato di cortisolo, ma la stessa cosa la potrei dire per tanti altri ormoni.

In più, come se non bastasse, sempre durante il sonno profondo, avviene la pulizia dell’encefalo.

Esiste però una strategia per cercare di salvaguardare i nostri “ritmi ormonali”, nonostante sia comunque meglio lavorare di giorno piuttosto che di notte.

Essa consiste nel cercare di alimentarsi come se fosse un giorno qualsiasi.

Mi spiego meglio, spesso chi lavora di notte tende a fare quattro grossi errori:

  • Saltare colazione e pranzo;
  • Dormire fino a pomeriggio inoltrato;
  • Abbuffarsi la sera;
  • Mangiare carboidrati durante la notte.

SBAGLIATO!!!

Come vi dicevo, per quanto possa sembrare difficile, io dovrò simulare una normale giornata di lavoro. E quindi al rientro dalla notte dovrò:

  • Fare colazione, se pur leggera, ma dovrò farla, in modo da assecondare il cortisolo;
  • Dormire 5/6 ore;
  • Concedersi un buon pranzo;
  • Cenare in maniera controllata;
  • Assumere solo proteine durante la notte;

Nella speranza possa esservi d’aiuto, vi auguro comunque di poter utilizzare la notte per altre cose (˵ ͡° ͜ʖ ͡°˵)

Allenarsi di sera, giusto o sbagliato?

Dipende.

Come regola generale sarebbe sempre meglio allenarsi di mattina, ma è ovvio che non tutti possono farlo, causa impegni di diversa natura, soprattutto lavorativa.

Esistono altre finestre orarie dove potersi allenare, quali, la pausa pranzo e il pomeriggio, è ovvio che più ci si allontana dalla finestra mattutina, più l’attività deve cambiare.

Questo è vero per tutte le persone, a maggior ragione per quella categoria di persone così dette non in fisiologia o infiammate.

Cerchiamo di capire cosa scatena a livello endocrino un allenamento serale intenso. Facciamo un passo indietro e ragioniamo in termini di fisiologia.
Quando si fa attivita’ fisica intensa, vengono liberate le catecolamine che sono, adrenalina e noradrenalina.
Questi ormoni intervengono nella reazione adrenergica chiamata “Fight or Flight”, combatti o scappa.

Questa rezione prepara il fisico a sforzi psicofisici importanti in tempi brevissimi.
Il problema è che, le catecolamine restano in circolo per un certo lasso di tempo (tempo che dipende dall’intensita’ dell’allenamento) e determinano ovviamente, in persone che si allenano la sera, specialmente tardi, l’insonnia.

Privare il corpo del meritato riposo notturno è quanto di peggio si possa fare, non solo perchè la qualita’ della vita nel lungo periodo scade, ma soprattutto xche’ si rischia di alterare i profili ormonali fisiologici.

Detto questo, attivita’ serali come pesistica, spinning e corsi serali intensi andrebbero evitate.
Puntare invece su attivita’ rilassanti, come yoga o attivita’ aerobiche leggere.
Questi ovviamente sono consigli di massima, e’ chiaro che l’allenamento di ogni singolo soggetto andrebbe strutturato in maniera personalizzata.