Alzati e combatti

Finalmente il momento era arrivato, quel pomeriggio avremmo combattuto. Era da un po che ci studiavamo, come fossimo due galli.

Due galli nello stesso pollaio? Non esiste lo sapete.

Lo riconosco subito l’atteggiamento di uno che ti vuole sfidare, non era la prima volta che parlando, mi chiedeva di potersi allenare con noi.

E lo faceva sempre, con un non so che di supponente, come a voler dimostrare qualcosa, quel qualcosa era abbastanza palese a tutti, si voleva battere con me, voleva confermare a se stesso che era il migliore.

Beh, che dire, anche se non era una competizione ufficiale, perché no? Sfida accettata.

Le sfide vanno sempre accettate, di qualsiasi natura esse siano, non ci si puoi mai esonerare, non si può mai delegare a qualcun altro, questa è la vita di un uomo. Per tutto il resto ci sono i tuttologi, quelli bravi a parole, i faccio, io ho fatto, io ero, io dirigo… Dirigi che?

Ma torniamo a noi, dopo diverse settimane di tira e molla, venne il giorno. Entrambi eravamo abbastanza carichi, un po di riscaldamento con i ragazzi, qualche lavoro tecnico sugli spostamenti, qualche combinazione e finalmente lo sparring. Lo sparring è la parte dell’allenamento, solitamente quella finale, dove si combatte, cercando di dosare la potenza dei colpi. Nel nostro caso, ben poco sarebbe stato dosato.

Lui partí subito aggressivo, già lo sapevo e mi infilò un paio di combinazioni che mi portarono subito con i piedi per terra, si muoveva bene il ragazzo, colpiva e poi si spostava per poi entrare nuovamente, aveva fiato ed era determinato. Io ero sulla difensiva, cercavo di studiarlo, a fatica, perché i colpi fioccavano da tutte le parti.

Combattere è una cosa meritocratica, non come la schifo di società che ci siamo creati, se sei bravo vinci, altrimenti soccombi. Fine. Questo è combattere.

Vinci, perdi, non importa, l’importante è combattere.

Beh, volete sapere com’è andata a finire?

Io arretravo e lui colpiva, a dirla tutta, un paio di colpi mi avevano quasi portato a terra, però poi al primo errore, boom, colpii così forte in direzione del suo plesso solare che volò a terra privo di forze.