Ho un problema. Un grosso problema


Non sopporto più la gente che vuole, a tutti i costi, insegnarmi a vivere.

Ma quanti ce ne sono in giro? Si moltiplicano giorno dopo giorno. Sono come zombie.

Sarebbe forse opportuno un lockdown, per arginare questa pandemia di tuttologi?
Non so, chiedo a voi, sono disperato.E devi fare così e devi fare colà e io ho fatto e io sono.
Basta avete rotto il c…….
Perdonate la volgarità, ma non la sopporto più tutta sta gentaglia, sti personaggi che si auto elevano a divinità.

Gli Highlander della domenica.

In Italia, la tuttologia è da considerarsi a tutti gli effetti, sport nazionale. A miseria quante menti geniali, che poi voglio dire, campi grazie al papi che ti mantiene…  divertiti, comprati tre SUV, cinque ville, vai per locali, mattina, pomeriggio e sera, anzi compratelo il locale, ma fammi un piacere….

Te lo dico con il cuore…
E non romperli i coglioni, da bravo…su.
Ciao amici.
Alla prossima.

DUEMILAVENTUNO….odissea sulla terra

Partiamo dal presupposto che non sono ne sociopatico ne affetto da strane turbe psichiche, grazie a dio, toccando ferro, sono in salute.

A dirla tutta, anche se ho un carattere un po’ particolare, mi è sempre piaciuto stare in mezzo alla gente, mi ricordo tanti post-serata trascorsi a chiacchierare fino alle tre/quattro del mattino.

Ultimamente però, qualcosa si è rotto…

sì, credo proprio di essermi rotto le paxxx : ) .

E non è questione di età o di epoche che passano credetemi, sono le dinamiche interpersonali che sono cambiate.

Per farvi un esempio, l’ultima cena di lavoro alla quale ho partecipato, è terminata con un “tutti al telefono a farsi i cazzi propri”, quindi qual è il senso di trovarsi, seduti attorno ad un tavolo, nella massima espressione della condivisione, mentre si mangia cioè, per poi avere gente che ogni 5 minuti si attacca al telefonino o si alza per rispondere alla trecentesima chiamata.

Oppure non vi capita mai che, mentre state parlando con qualcuno, a quel qualcuno arrivi un messaggio e patapum…conversazione finita nel nulla con lo stesso qualcuno che, dopo cinque minuti, con l’aria di uno che si è fatto di crack, vi dice :”mi stavi dicendo”,

si ti stavo dicendo che potresti farti un bel giro contromano sull’A21, per quanto mi riguarda.

Per non parlare di social network e compagnia bella.

Instagram ha trasformato più della metà delle ragazze, un tempo casa e chiesa, in porno attrici della domenica, donne che nel pre-social giravano con larghi maglioni girocollo e tute scampanate della Kappa, ora le ritrovi sul web in microbikini trasparenti, intente a farsi il cinquecentesimo selfie della giornata. Praticamente il mare lo vedono a casa mentre selezionano le foto della vacanza.

Vogliamo parlare dei ragazzi che non sanno più scrivere una frase di senso compiuto?

Ora non che io sia un premio nobel, intendiamoci, ma fate buttare giù due righe ad un ventenne, vi troverete quattro XO, tre CMQ, due faccine sorridenti, un CIAO FRA e per chiudere la frase un bell’emoji con il saluto del surfista.

Detto tra noi, se evolversi vuol dire regredire allo stadio di BABBUINO TECNOLOGICO, allora preferisco restare nel mio brodo.

Alla prossima