PRIME DONNE

Le modalità con cui le persone tentano di mettersi in mostra sono davvero delle più stravaganti.

Capisco che uno possa essere un premio Nobel per la letteratura, capisco che il mio modo di scrivere possa o non possa piacere, capisco che uno ti voglia proprio dare un consiglio…a dire il vero, dubito seriamente ci siano ancora persone che vogliano dispensare consigli a fin di bene, ma questa è tutta un’altra storia, comunque, tutto è possibile, per l’amor di dio, ma i modi amici miei, i modi, cambiate i modi.

Ho notato, che troppi hanno la tendenza a commentare, non tanto perché vogliono realmente colloquiare con il diretto interessato, ma bensì per manifestare al mondo la loro maestria nello scrivere, la loro presunta capacità di vivere meglio, di fare qualcosa di meglio, di essere migliori e superiori al prossimo.

Signori miei, non funziona così.

Per prima cosa, quando si entra nella “casa” di un altro lo si fa sempre in punta di piedi, chiamasi educazione.

Seconda cosa, i consigli sono sempre ben accetti, pur ché, di consigli si tratti.

Terza cosa, cercate di essere un po più sereni e se non ce la fate, beh che dire, accendetevi un sigaro.

PERSONAL TRAINER, i retroscena di una professione tanto amata e discussa… EPISODIO N°2

In questa seconda puntata, vi parlerò del rapporto trainer/cliente.

In tutti i lavori connessi con il settore dei servizi, si cerca di creare un rapporto EMPATICO con il cliente, in modo tale da, non solo chiudere il contratto, ma soprattutto fidelizzare il cliente. Quando una persona “si sente a casa” a patto che abbia ovviamente la necessità del prodotto che gli state offrendo e le relative disponibilità economiche, bene quella persona state pur certi che acquisterà da voi.

Essere empatici è una dote che si ha o non si ha, punto. È questione di come siete voi, come persona. Non fingete ciò che non siete, il cliente lo percepisce subito.

Mi sento un po il Roberto Re di turno.

Torniamo a noi

Per il trainer il rapporto empatico può essere un’arma a doppio taglio. Perché è vero che vi permette di fidelizzare, ma vi espone, se non dosato nella maniera giusta, al rischio di entrare troppo in confidenza con il cliente.

Entrare troppo in confidenza con il cliente significa SOCCOMBERE.

Si traduce al 99,9% in continui cambi di orario, mancati pagamenti o pagamenti puntualmente in ritardo, modifiche del piano di allenamento in base all’umore della giornata, perdita di professionalità nel rapporto di lavoro.

Ho visto tanti colleghi, uscire a bere qualcosa con il cliente, farsi una partitella a calcetto e perché no una bella pizzata con relative compagne.

Evitatele come la peste.. Non cadete nel tranello. Lavoro è lavoro ragazzi.

Qualche mese dopo puntualmente si lamentavano perché avevano perso il cliente.

Allenare significa entrare nella sfera emotiva, tant’è che dopo la seconda lezione, per i più coriacei alla terza, saprete già vita morte e miracoli del vostro cliente con relativi nomi e cognomi dei relativi amanti ma di questo ne parleremo nella terza puntata

Stay tuned