NO-TAMPONE DAY

Così ho soprannominato la mia giornata di ieri.

Brevemente, ieri sveglia alle 4:30, colazione e via lavorare. Verso le 14 doveva, in linea teorica, finire il mio turno.

Ore 13, ricevo la chiamata del responsabile. Dovresti fermarti fino alle 18. Il tuo collega ha rinnovato la malattia.

Il mio collega non è ovviamente vaccinato è fin lì nessun problema. Vivi e lascia vivere è il mio motto. Ogniuno giustamente fa le sue scelte. Peccato che sia in malattia da tre settimane.

Strana coincidenza non trovate?

Di fatto non vuoi vedere la tua libertà limitata e quella degli altri?

E va beh, solita storia all’italiana

I benpensanti

Non amo le persone che si sforzano di essere positive a tutti i costi, come se spettasse a loro il divino compito di portare la pace nel mondo.

Non le amo perché sono persone fasulle, dei fake che respirano.

Loro hanno sempre la soluzione a tutto, tu sei nervoso e loro ti chiederanno stupite, del perché.

Tu hai un po’ di casini e loro ti guarderanno perplesse, come se non conoscessero il significato della parola “problema”.

Tu litighi e loro saranno li, pronte a dispensare consigli, a chiederti come mai è successo, a domandarti se è un periodo difficile.

Tu sottolinei che qualcosa non va per il verso giusto e loro, con un bel sorriso di plastica, ti diranno di rilassarti.

Satana esci dal loro corpo, non che io sia contro il pensiero positivo, anzi, il VERO pensiero positivo è sempre ben accetto. Bandisco solo quelle recite da quattro soldi, alle quali ogni tanto, anzi troppo spesso, devo assistere.

Personaggi così, dopo un po’ li ho sempre smascherati, l’ultimo poco tempo fa. Sembrava la reincarnazione di Gandhi, peccato solo che tra un sorriso e l’altro avesse un bel giro di…(ci siamo capiti).

Se fra di voi ci fosse qualche “va tutto bene” dei miei stivali, che alzasse la mano subito, please.

A tutti gli altri, una buona giornata.

Adulti capricciosi

Premetto che sono cresciuto in piena campagna, dove le cose più collinari che si possono scorgere, sono le rive dei fossi, dove un occhio attento potrebbe intravedere la curvatura della terra, sì avete sentito bene, sono un umile contadinotto e ne vado fiero.

Perché questa premessa? Perché in campagna, vige ancora la legge dei bisogni primari. Vero che ci siamo modernizzati anche noi, però la genetica è rimasta quella. Per bisogni primari intendo mangiare, bere e riprodursi. Per fare queste tre cose servono i soldi, i soldi si procurano con il lavoro, il lavoro deriva dal coltivare la terra, cerchio chiuso, fine dell’articolo.

Come vi dicevo ci siamo modernizzati pure noi, perciò ci sono i telefonini, la gente fa l’aperitivo, ci sono le sagre di paese, però infondo infondo, il filo comune rimangono i bisogni primari, tutto il resto è, diciamo, un contorno. E questa cosa ancora oggi, la si può tranquillamente percepire tra la gente, dai modi di fare, dagli atteggiamenti.

Ora, dal mio punto di vista è anche un po’ esagerata la cosa, non esiste solo il coltivare la terra, ma questo è tutto un altro discorso, del resto se ai tempi mi sono levato dalle pxxxe un motivo ci sarà stato.

Però poi mi sono scontrato con la dura realtà cittadina, dove se manca la rete internet per due minuti la gente va completamente nel pallone.

E qui signori, ho avuto i primi contatti fugaci con loro, loro sono dappertutto, si riproducono ad una velocità spaventosa, esseri mai sazi, calpestano il suolo cittadino in cerca di futilità e sciccherie, sono gli “adulti capricciosi”.

Avete presente dei bebè affamati ecco, aumentatene le dimensioni et voilà, un esempio perfetto di adulto capriccioso.

Due giorni fa un adulto capriccioso femmina in preda ad un attacco di isterismo mi ha sorpassato a tutta velocità con il suo transatlantico a quattro ruote, facendo manovre pericolosissime, il tutto per ciularmi il parcheggio.

Inizialmente pensavo non ci fosse il guidatore, tendenzialmente più hanno le macchine grosse e meno arrivano al volante, ma poi, dieci metri più avanti c’era praticamente un piazzale libero di parcheggi.

Mi sarei voluto fermare, ma poi vedendo questa donna minuta tutta plastificata scendere dal suo trilocale con rotelle, mi sono detto, “che cazzo fai Habanos? Te la prendi anche con i bambini adesso”.

Una buona domenica a tutti.

GIORNALISMO o TERRORISMO?

Ci lamentiamo dei talebani ma pure tanti giornalisti sono terroristi, aggiungerei a piede libero.

Da quando non seguo più i telegiornali la mia pressione arteriosa è rientrata nella norma.

Ora, capisco che tutti si debba lavorare, capisco che la notizia con più spargimento di sangue acchiappi più spettatori, capisco che i morti da virus facciano salire l’audiance, però ci deve tassativamente e ripeto TASSATIVAMENTE essere un’etica di fondo, altrimenti è la fine.

Che che se ne dica, le notizie, come avete potuto modo di constatare in questi ultimi tempi, hanno il potere di influenzare i nostri cervellini bacati, perciò il giornalista, cosciente di tutto ciò, dovrebbe saggiamente dosare le notizie che divulga.

Non lo so, mi piace vedere un po’ la cosa facendo un paragone con chi maneggia un’arma, chi maneggia un’arma ha potenzialmente la capacità di arrecare danno al prossimo, non a caso, solo chi ha la licenza può maneggiare tali oggetti.

Per il giornalista dovrebbe essere la stessa cosa, esso infatti può arrecare danni psicologici e non solo, con le notizie che diffonde, ergo, anche lui dovrebbe avere una licenza, sbagli? la licenza te la tolgo. Fine.

Non è possibile assistere a telegiornali , anzi a tele- necrologi che diffondono in continuazione panico, paura, incertezza e violenza. Ogni tre morti ci infilano il meteo e al decimo cadavere, voi non li vedete, ma dalla regia festeggiano.

Mi scuserete l’articolo un po’ breve ma c’è il Tg adesso. Ciao a tutti

CONSIDERAZIONI SERALI

Ci sono persone che tendono inesorabilmente alla provocazione, a screditare in continuazione il pensiero altrui, a sminuire il prossimo, subentrano nei discorsi con la loro saccenteria, come a dire, “eccomi io sono dio e la verità ce l’ho in tasca” Ohibò.

Il loro scopo non è interagire, confrontarsi, bensì mostrarsi al pubblico, in tutto il loro splendore.

Probabilmente scorrendo il loro albero genealogico, scopriremmo che discendono da antiche dinastie di re.

Anche se è più probabile che i loro antenati fossero degli umili sguatteri (con tutto il rispetto).

Amici miei, se ancora ne ho, sappiate che queste sono persone deboli ed insicure. Se voi li attaccate, loro si volatilizzeranno nelle crepe dei muri come scarafaggi.

Ribadisco, entrate sempre in punta di piedi e con umiltà nei pensieri altrui.

PARITÀ DEI SESSI

Facciamo un po’ di chiarezza.

Premesso che non sono un maschilista, che non picchio le donne, né da sobrio né da ubriaco, che non ho mai adottato nessun tipo di azione atta a screditare o a sminuire in alcun modo la figura della tanto venerata femmina…

Ecco, una volta fatta questa splendida premessa, vi posso dire che credo nella parità dei sessi, ripeto, credo nella parità dei sessi, purché sia rispettata da entrambe le parti.

È puramente una questione di coerenza.

Non ho mai sostenuto la tesi che vede la donna rilegata ai mestieri domestici e l’uomo al bar con gli amici, che poi voglio dire, che cazzo ci sarà mai da fare tutte le sere al bar.

Va beh, non perdiamo il filo del discorso

dicevamo, se di parità si parla, parità deve essere.

Non sarà sicuramente il vostro caso, ma ci sono donne che trattano i loro maritini come se fossero dei graziosi animaletti domestici, in questo caso la parità dove sta? PARITÀ PER ME SIGNIFICA UGUAGLIANZA, PUNTO.

Capisco che la donna abbia, fisiologici sbalzi d’umore, legati alle “montagne russe ormonali” che la attanagliano e mi può anche stare bene, ma io sto parlando di donne che MASSACRANO PSICOLOGICAMENTE i loro compagni h24.

Durante un servizio, incrociai una coppia, lei era incazzata come una vipera… e muoviti, sei un incapace, facciamo i conti a casa, sei un fallito, il tutto a voce decisamente alta, ma volete sapere il perché, ve lo spiego subito, mentre lei era andata in bagno, aveva giustamente lasciato la borsetta al compagno il quale, avendo le mani impegnate a sorreggere i loro calici di vino, l’aveva delicatamente posata a terra. Non vi dico la sua faccia all’uscita del bagno. Ora, capisco che ci siano anche borsette da diecimila euro e passa, ma trattare così una persona in un luogo pubblico mi sembra un po’ esagerato, su quel pavimento ci potevi pure mangiare.

Altra cosa, discorso sesso, se una donna ti usa per soddisfare i suoi naturali bisogni, va tutto bene. Se tu usi lei, sei uno sporco maschilista. Non capisco!

Veniamo al dunque. Più che di parità tra i sessi, bisognerebbe parlare di RISPETTO RECIPROCO e il rispetto reciproco signori e signore dovrebbe per prima cosa, esserci a prescindere e secondariamente dovrebbe coinvolgere tutti, maschietti e femminucce, in maniera indiscriminata.

Minchia, sembravo padre Ralph

COMPAGNIE TELEFONICHE… Lo specchio della nostra società

Lo so, non ho peli sulla lingua e preferisco scrivere qui che mettere una stellina come un pirla per esprimere un mio giudizio negativo, gnè gnè gnèèè! Ti metto una stellina con una bella pernacchia, cos’è siamo tornati all’asilo? Ma per carità.

L’altro ieri mi sono recato presso un centro wind, ebbene sì, dopo circa 6 anni ho messo nuovamente piede in un centro di assistenza wind. Dovete sapere che oggi siamo talmente tecnologici che ho dovuto prendere la mia bella macchinina per andare da quel simpaticone della Wind.

Premesso che, non sono mai stato troppo attento ai piani tariffari, recentemente però, ho iniziato a chiedere ad amici e colleghi che contratti avessero e con che compagnie, un po’ per fare due chiacchiere un po’ per ricavare informazioni utili.

Io ho 3000 giga a 5 eur, io ne 5000 a due, io ho 5000 giga più chiamate più sms e inclusa ho la segretaria della Vodafone.

Per farla in breve io avevo un terzo dei gigabyte al doppio se non il triplo delle tariffe medie e ancor peggio la stessa wind sputava tariffe fresche fresche e super convenienti ai nuovi clienti.

Ok ok, vi fermo subito, lo so perfettamente anch’io che non siamo nel mondo della Mulino Bianco, con tutta la famiglia che si alza e si saluta la mattina.

Però ho avuto clienti pure io e ho sempre premiato quelli fidelizzati e non il contrario.

A rigor di logica, mi dai fiducia da tanto tempo, bene, ripago la tua scelta facendoti uno sconto, dandoti un premio, che ne so.

Ebbene signori, oggi funziona al contrario, sei un cliente vecchio? Allora ti spolpo finché posso, sei nuovo, ciao come va? Come stai?Con tanto di danza del ventre. E così succede anche per tante altre cose.

Va beh, che dire…ora anch’io ho una segretaria tutta mia della wind inclusa nel nuovo piano tariffario…

dire CIAO, quanto costa in termini di dispendio calorico?

Recenti studi affermano che salutare quando si incrocia una persona, possa avere pesanti ripercussioni a livello metabolico.

Gli stessi studi hanno poi emanato una classificazione in ordine crescente di consumo calorico, in base alle diverse tipologie di saluto:

  • Muovendo solo il capo;
  • Dicendo ciao solo con il movimento delle labbra;
  • Dicendo ciao utilizzando la voce;
  • Associando il ciao ad un movimento con la mano;
  • Sorridendo mentre si dice ciao.

Lo studio precisa poi che non salutare non ha un costo in termini di calorie pari a zero, perché se chi incrociate avrà detto ciao prima di voi, i segnali inviati dalle sue corde vocali verranno capitati dal vostro udito e questo avrà comunque come effetto, un leggero costo in termini energetici.

Ecco spiegato del perché, quando salutate qualcuno senza ricevere alcuna risposta, non solo quel qualcuno, non vi ha salutati, ma vi guarderà pure con faccia da incazzato.

Tali studi si sono rivelati però fasulli, perciò signori, dite pure ciao quando incontrate qualcuno, NON VI COSTA NULLA…