Adulti capricciosi

Premetto che sono cresciuto in piena campagna, dove le cose più collinari che si possono scorgere, sono le rive dei fossi, dove un occhio attento potrebbe intravedere la curvatura della terra, sì avete sentito bene, sono un umile contadinotto e ne vado fiero.

Perché questa premessa? Perché in campagna, vige ancora la legge dei bisogni primari. Vero che ci siamo modernizzati anche noi, però la genetica è rimasta quella. Per bisogni primari intendo mangiare, bere e riprodursi. Per fare queste tre cose servono i soldi, i soldi si procurano con il lavoro, il lavoro deriva dal coltivare la terra, cerchio chiuso, fine dell’articolo.

Come vi dicevo ci siamo modernizzati pure noi, perciò ci sono i telefonini, la gente fa l’aperitivo, ci sono le sagre di paese, però infondo infondo, il filo comune rimangono i bisogni primari, tutto il resto è, diciamo, un contorno. E questa cosa ancora oggi, la si può tranquillamente percepire tra la gente, dai modi di fare, dagli atteggiamenti.

Ora, dal mio punto di vista è anche un po’ esagerata la cosa, non esiste solo il coltivare la terra, ma questo è tutto un altro discorso, del resto se ai tempi mi sono levato dalle pxxxe un motivo ci sarà stato.

Però poi mi sono scontrato con la dura realtà cittadina, dove se manca la rete internet per due minuti la gente va completamente nel pallone.

E qui signori, ho avuto i primi contatti fugaci con loro, loro sono dappertutto, si riproducono ad una velocità spaventosa, esseri mai sazi, calpestano il suolo cittadino in cerca di futilità e sciccherie, sono gli “adulti capricciosi”.

Avete presente dei bebè affamati ecco, aumentatene le dimensioni et voilà, un esempio perfetto di adulto capriccioso.

Due giorni fa un adulto capriccioso femmina in preda ad un attacco di isterismo mi ha sorpassato a tutta velocità con il suo transatlantico a quattro ruote, facendo manovre pericolosissime, il tutto per ciularmi il parcheggio.

Inizialmente pensavo non ci fosse il guidatore, tendenzialmente più hanno le macchine grosse e meno arrivano al volante, ma poi, dieci metri più avanti c’era praticamente un piazzale libero di parcheggi.

Mi sarei voluto fermare, ma poi vedendo questa donna minuta tutta plastificata scendere dal suo trilocale con rotelle, mi sono detto, “che cazzo fai Habanos? Te la prendi anche con i bambini adesso”.

Una buona domenica a tutti.

I HATE RULES

Sono sempre stato un po restio alle regole, poi con il passare del tempo, ne ho capito l’importanza.

Dovete sapere che, ho iniziato ad apprezzarle, quando ahimè, le ho dovute far rispettare.

È un po come quando, da adolescente, i genitori ti dicevano la fatidica frase, un giorno, quando sarai genitore capirai.

Stessa cosa.

In Italia mi duole dirlo, siamo molto bravi in tante cose ma, lo sapete anche voi, rispettare le regole non è nelle nostre corde. Non che in altri paesi siano dei santi, intendiamoci, però, quanto meno dove sono stato io, si annusava di più il concetto di collettività e non la solita frase detta con faccia da ebete :” È ma io ho pagato, io pago, io faccio quello che voglio”

Vero che, le regole sono giustamente fatte per essere cambiate, una volta si potevano installare pannelli in amianto, oggi no. Quello che manca a noi però è proprio il concetto di comunità.

La regola viene vista come una sorta di privazione assoluta e imprescindibile della propria libertà, ma allo stesso tempo quando non metti delle regole la gente si lamenta perché si crea confusione e malcontento.

Un anno in un centro sportivo dopo aver ricevuto una pioggia di lamentele, dovute al fatto che, nella piccola vasca idromassaggio non potessero entrare i bambini sotto i 12 anni, avevamo deciso di rimuovere la regola.

Cosa successe secondo voi?

Tempo una settimana ed iniziarono nuovamente a piovere le critiche perché i bambini più piccoli utilizzavano la vasca per giocare e quindi gli adulti non potevano appoggiare il loro culone nell’idromassaggio per rilassarsi.

Esempio stupido questo, ma funziona esattamente così anche per cose molto più grandi.

Pensate a livello comunale o di amministrazione provinciale, fino ad arrivare a piani più alti.

Ma banalmente non possiamo pensare di farci una bella risata perché siamo riusciti ad eludere il controllore sul treno in quanto privi di biglietto, ma poi ci lamentiamo perché il treno crolla a pezzi.

Da notare che i primi trasgressori sono proprio gli adulti, tutti pronti a puntare il dito se poi per le strade girano bande di adolescenti che spaccano, sporcano e si prendono a mazzate sulla testa.