Stati confusionali

Mettetevi comodi, sul vostro divano, piedi appoggiati sul pouf, stasera vi faccio addormentare…

Riflettendo un attimo, nel poco tempo che mi resta, dopo 9 ore di lavoro, con quattro ore che mi spettano di sonno e altre dodici domani, di lavoro…ho estrapolato alcuni pensieri.

Pensieri che probabilmente sono frutto di uno stato confusionale che mi attanaglia. Perciò domani siate coscienti del fatto che sarò già tornato in me.

Tutti noi, più o meno abbiamo una vita attorniata di problemi, una vita che assomiglia di più ad una corsa contro il tempo, svegliati, lavora, mangia, fai pipì, lavora, pensa ai figli, al marito o alla moglie, alle bollette, alla suocera, al capo, all’amica, manda e-mail, vai a cena, sorridi, lavati i denti, dormi, fai sexxo, o all’amore, svegliati, lavora…

Però, alla fine nonostante il tempo passi e i problemi aumentino, mi viene sempre da dire una cosa..


Ma quanto è bella la vita!


La vita è-un-ammucchiata-di-eventi- imprevedibili, eventi che inutilmente ci sforziamo di controllare.

Spero di aver abbassato il vostro cortisolo.

Saluti signori, finisco il mio whisky.

Rubrica Cali_Fit #3

PRIMA PARTE

Un mio cliente che sfoggia la sua splendida Full Planche con maniglie

Oggi parliamo di PLANCHE. Una figura tanto maestosa quanto difficile da raggiungere, per un ginnasta si parla addirittura di un anno intero di duro allenamento. Non spaventatevi, nel Cali_Fit utilizzeremo soltanto esercizi base di planche, perciò rimboccatevi le maniche e proseguiamo.

Piccola premessa, nell’esecuzione di tale figura, subentrano alcuni fattori che possono creare dei vantaggi o viceversa che possono penalizzare, ad esempio il peso corporeo, la distribuzione di tale peso sulla parte alta o bassa del corpo, la lunghezza delle leve e molti altri ancora.

Ho deciso di dividere quest’articolo in due parti, nella prima vedremo semplicemente la figura completa, nella seconda parte farò un’analisi tecnica, comprensiva di propedeutica per sviluppare la planche o più semplicemente per sfruttare gli esercizi accessori, esercizi che potenzieranno il vostro addome, le vostre braccia e le vostre spalle.

Arrivare ad eseguire una planche come vi dicevo è molto difficile, ma NON IMPOSSIBILE, servono dedizione e impegno, molti falliscono e molti altri ce la fanno.

Tre cose sono però fondamentali fin da subito:

  • La hollow position;
  • Il mantenimento delle braccia tese;
  • La capacità di sbilanciarsi in avanti;

Nel Cali_Fit utilizzerete la planche nelle sue varianti più facili per rinforzare braccia, spalle e addome.

Qui sotto un esempio di TUCK PLANCHE con maniglie, ma non affrettiamo i tempi, vedremo il tutto con calma nella seconda parte, dove sarà liberamente scaricabile una pratica guida in PDF, che vi consentirà fin da subito di costruire la vostra di planche.

La tuck planche con maniglie è un semplice esercizio che vi introduce nel fantastico mondo delle planche

Stay tuned…

Dedicato a chi lavora anche di NOTTE

Subito a pensar male…

Questo articolo, lo dedico a tutte quelle persone che come me, purtroppo o per fortuna devono lavorare anche di notte.

Toglietevi subito dalla testa la classica frase, “è ma il corpo dopo un po’ si abitua”.

Assolutamente no, i nostri ormoni hanno un andamento circadiano, stop, per adesso è così, magari fra cinquecento anni sarà diverso e ci saremo evoluti, anche per lavorare di notte.

Andamento circadiano vuol dire che, giorno dopo giorno, in determinate fasce orarie della giornata, i nostri ormoni hanno dei picchi, sia verso l’alto che verso il basso. Prendiamo ad esempio un ormone di cui avrete sentito tutti parlare, il cortisolo, prodotto in grandi quantità nelle prime fasi della giornata e quasi completamente assente durante la notte. Il cortisolo di notte è assente semplicemente perché, durante il sonno, a patto che sia continuo e profondo, vengono ricostruiti i tessuti danneggiati durante la giornata. È noto a tutti che il suddetto ormone svolge la funzione di scomporre i tessuti per ricavarne energia.

Va da sé che se io non sto dormendo causa lavoro, questo ormone continuerà ad essere prodotto. Ecco perché non ci si può abituare al lavoro notturno. Perché è in contrasto con gli attuali meccanismi biologici umani. Ho parlato di cortisolo, ma la stessa cosa la potrei dire per tanti altri ormoni.

In più, come se non bastasse, sempre durante il sonno profondo, avviene la pulizia dell’encefalo.

Esiste però una strategia per cercare di salvaguardare i nostri “ritmi ormonali”, nonostante sia comunque meglio lavorare di giorno piuttosto che di notte.

Essa consiste nel cercare di alimentarsi come se fosse un giorno qualsiasi.

Mi spiego meglio, spesso chi lavora di notte tende a fare quattro grossi errori:

  • Saltare colazione e pranzo;
  • Dormire fino a pomeriggio inoltrato;
  • Abbuffarsi la sera;
  • Mangiare carboidrati durante la notte.

SBAGLIATO!!!

Come vi dicevo, per quanto possa sembrare difficile, io dovrò simulare una normale giornata di lavoro. E quindi al rientro dalla notte dovrò:

  • Fare colazione, se pur leggera, ma dovrò farla, in modo da assecondare il cortisolo;
  • Dormire 5/6 ore;
  • Concedersi un buon pranzo;
  • Cenare in maniera controllata;
  • Assumere solo proteine durante la notte;

Nella speranza possa esservi d’aiuto, vi auguro comunque di poter utilizzare la notte per altre cose (˵ ͡° ͜ʖ ͡°˵)

Nel deserto, vidi un miraggio… le competenze

L’apparenza ha superato di gran lunga le competenze.

Prendete un politico, a caso, dei giorni nostri ovviamente. Che competenze vedete? Io nessuna, o comunque molto poche.

Destra o sinistra, cambia poco. È la solita minestra riscaldata, quanto meno i politici di un tempo erano ottimi oratori.

Discorso che non coinvolge solo la politica, attenzione. Quanti che sento parlare in inglese e non conoscono manco l’Italiano. I’am a top manager of… of pizza spaghetti e mandolino, ma fammi il piacere, che poi mi scrivi la a senza l’h.

Ma poi..avete notato che sono tutti manager, dove lavoravo io c’era il manager, del manager che gestiva altri tre manager, praticamente terminate le riunioni non sapevano a chi comunicare le decisioni operative prese.

Forse e dico forse, non ne abbiano a male gli incalliti sostenitori del tanto amato futuro, ma su questo punto bisognerebbe fare qualche passo indietro. Forse, qualche calcolo mentale e qualche comprensione del testo in più non farebbero male a nessuno, anzi.

E magari a chi non studia, qualche bella bacchettata sulle dita.

CELLULITE

Udite udite, un vero trainer non può non parlare di cellulite.

Eviterò i soliti lunghi, noiosi discorsi sulla fisiologia di questa degenerazione tissutale e cercherò di arrivare il più velocemente possibile, al sodo.

Come tutti erroneamente pensano, la cellulite non è legata al tessuto adiposo o meglio è una degenerazione di tale tessuto, ma le cause del suo sviluppo sono da ricercare altrove.

Va da sé che tutte le creme, crimine, i trattamenti localizzati, la crioterapia, gli impacchi, le tisane, le pillole magiche, i massaggi e bla bla bla, hanno un effetto molto molto scarso su questa problematica se prima non faccio una determinata “cosa”.

Una velocissima premessa, ancor prima che si manifesti la cellulite, vi è lo stadio della RITENZIONE IDRICA e ciò il nostro corpo trattiene liquidi. Ma perché il nostro corpo trattiene liquidi? Perché è infiammato. È un po’ come se il corpo volesse spegnere un incendio (stato infiammatorio) trattenendo appunto l’acqua, proprio nell’intento di domare tale “incendio”.

E perché si crea questo incendio?

Lo volete sapere?

In primis perché ho poco muscolo. Ecco svelato il segreto.

I filamenti proteici contenuti nella fibra muscolare, per un effetto di scambio ionico a livello cellulare, sono gli unici in grado di RISUCCHIARE, all’interno della cellula, i liquidi in eccesso.

Di fatti non troverete mai e ripeto mai una donna “tonica” (ricordo a tutti che il termine tonico non è corretto, bisognerebbe dire, una donna con un buon tessuto muscolo-scheletrico) con la cellulite.

Troverete invece donne molto magre che ce l’hanno. Perché questo? Perché non hanno muscolo.

Come pure troverete donne in sovrappeso che non ce l’hanno, vero? e perché questo? perché sono in sovrappeso sì, ma sotto hanno anche un buon tessuto muscolare.

Per far crescere il proprio tessuto muscolare bisogna stimolarlo, con dei sovraccarichi (ALLENAMENTO), con la giusta quantità di calorie (ALIMENTAZIONE) e con il giusto riposo.

Una buona serata a tutte.

Sembrò di sognare

“Francesco, dai leviamo le tende, mi sto addormentando”.

Stavo morendo dalla sonno, ma di schiodarsi di lì, proprio non se ne parlava.

Il mio compare di marachelle quella sera era molto più attivo del solito, in più aveva incontrato una vecchia conoscenza, una ragazza che beccavamo spesso nei locali della zona.

Tornato single da qualche mese, ogni occasione era buona per non tuffarsi nella depressione notturna, della propria stanza da letto.

Ultimamente quindi, era diventato impossibile rientrare prima di una certa ora, non a caso erano già le quattro di mattina. Distrutto da un’intensa giornata di lavoro, mi apprestavo con molta fatica a terminare la mia birra, offerta appunto dall’impavido guerriero della notte, nel tentativo di prolungare la mia agonia e il suo sterile tentativo di rimorchiare la ragazza.

“Mezz’ora e me la squaglio e guai a te se mi rompi i coglioni”

Con un cenno del capo, accettò la proposta, di lì a poco ce ne saremmo andati e visto che la signorina non mi sembrava propensa all’accoppiamento, direi che sarebbe stata la soluzione migliore per entrambi.

Finalmente la mezz’ora se ne andò, erano da poco passate le 4.30, mi diressi verso Francesco e praticamente lo portai via di peso. Giunti alle macchine un saluto veloce e partimmo. Lui arzillo come un bambino in un negozio di giocattoli, mi precedeva.

A fatica riuscivo a tenere gli occhi aperti, a tratti mi sembrava di essere già in un sogno, la strada che scorreva, il brusio del motore, le luci rosse della sua macchina e l’incrocio dove avrei dovuto girare…

O cazzo…

di colpo sterzai compiendo di fatto una manovra fisicamente impossibile, la botta fu violenta, gli airbag esplosero e il fumo per qualche istante mi annebbiò ulteriormente la vista.

Le orecchie fischiavano, notai subito del sangue sulla mano e tra tutte le cose alle quali avrei potuto pensare, mi preoccupai dei danni alla macchina.

Il muso era letteralmente sparito, ricordo la faccia di Francesco più bianca della mia.

E fu così che anche quella notte di merda terminò.

Cultura, valore aggiunto o arma atta ad offendere?

Spesso, mi è capitato di avere a che fare con persone molto colte che non sapessero districarsi in determinate situazioni.

Mi spiego meglio, se ho quattro lauree, due delle quali in lettere, una in astrofisica e un’altra in ingegneria nucleare e mi trovo a dover interagire con un manovale, pretendendo che lui capisca i miei mille giri di parole, beh allora, non sarei sulla strada giusta.

Come del resto sarebbe perfettamente vero il contrario. Se ad un evento internazionale di astrofisica mi proponessi come il “manovale di turno” (senza offesa per i manovali, intendiamoci) non farei sicuramente bella figura.

Ogni contesto, ogni situazione ha i suoi ben precisi codici, codici che mi permetteranno di interagire a tutti gli effetti, con gli attori di quel contesto.

L’ho presa un po’ lunga lo so, tutto questo per dirvi che troppo spesso la cultura personale si trasforma in un qualcosa che assomiglia di più ad un’arma, atta ad offendere e screditare il prossimo, a mettere in risalto la propria superiorità, pensate di essere in grado di fare il lavoro del manovale? Provare per credere.

La cultura è un valore aggiunto.

Arricchisce voi e il prossimo.

In caso contrario, dal mio punto di vista sareste solo dei contenitori di informazioni, magari anche precise, ma pur sempre dei contenitori.

Rimettersi in gioco

Le sfide non mi spaventano e recentemente mi si è aperta una nuova possibilità lavorativa.

Che dire, sfida accettata. Come tutte le sfide però c’è un prezzo da pagare soprattutto a livello energetico.

Ve la faccio in breve, ho dovuto rispolverare alcuni vecchi libri di elettronica e nonostante la fatica mentale devo dire che la cosa mi sta piacendo assai.

È proprio vero, non si finisce mai di imparare.

A qualcuno di voi è mai capitato di rimettersi in gioco?

Adulti capricciosi

Premetto che sono cresciuto in piena campagna, dove le cose più collinari che si possono scorgere, sono le rive dei fossi, dove un occhio attento potrebbe intravedere la curvatura della terra, sì avete sentito bene, sono un umile contadinotto e ne vado fiero.

Perché questa premessa? Perché in campagna, vige ancora la legge dei bisogni primari. Vero che ci siamo modernizzati anche noi, però la genetica è rimasta quella. Per bisogni primari intendo mangiare, bere e riprodursi. Per fare queste tre cose servono i soldi, i soldi si procurano con il lavoro, il lavoro deriva dal coltivare la terra, cerchio chiuso, fine dell’articolo.

Come vi dicevo ci siamo modernizzati pure noi, perciò ci sono i telefonini, la gente fa l’aperitivo, ci sono le sagre di paese, però infondo infondo, il filo comune rimangono i bisogni primari, tutto il resto è, diciamo, un contorno. E questa cosa ancora oggi, la si può tranquillamente percepire tra la gente, dai modi di fare, dagli atteggiamenti.

Ora, dal mio punto di vista è anche un po’ esagerata la cosa, non esiste solo il coltivare la terra, ma questo è tutto un altro discorso, del resto se ai tempi mi sono levato dalle pxxxe un motivo ci sarà stato.

Però poi mi sono scontrato con la dura realtà cittadina, dove se manca la rete internet per due minuti la gente va completamente nel pallone.

E qui signori, ho avuto i primi contatti fugaci con loro, loro sono dappertutto, si riproducono ad una velocità spaventosa, esseri mai sazi, calpestano il suolo cittadino in cerca di futilità e sciccherie, sono gli “adulti capricciosi”.

Avete presente dei bebè affamati ecco, aumentatene le dimensioni et voilà, un esempio perfetto di adulto capriccioso.

Due giorni fa un adulto capriccioso femmina in preda ad un attacco di isterismo mi ha sorpassato a tutta velocità con il suo transatlantico a quattro ruote, facendo manovre pericolosissime, il tutto per ciularmi il parcheggio.

Inizialmente pensavo non ci fosse il guidatore, tendenzialmente più hanno le macchine grosse e meno arrivano al volante, ma poi, dieci metri più avanti c’era praticamente un piazzale libero di parcheggi.

Mi sarei voluto fermare, ma poi vedendo questa donna minuta tutta plastificata scendere dal suo trilocale con rotelle, mi sono detto, “che cazzo fai Habanos? Te la prendi anche con i bambini adesso”.

Una buona domenica a tutti.