Vecchi rancori

Fulmini e saette, quella sera iniziò così.

Era partito tutto dal nulla e si sa, da cosa nasce cosa, alcuni meccanismi quando partono, sono difficili da fermare.

Era una piovosa serata invernale, Matteo, Oscar e due bambole di spettacolare bellezza, erano al bowling a rilassarsi un po’, una birra e due patatine. Non so dove avessero rimorchiato quelle due e onestamente non ci tengo nemmeno a saperlo, ma sicuramente non passavano inosservate, soprattutto in un posto pieno di feccia come quello.

Oltretutto, bande di albanesi e rumeni erano sempre più presenti. Arrivavano, con Bmw e Mercedes fiammanti, rigorosamente neri e con vetri oscurati, le macchine fantasma le chiamavamo.

I rumeni da quelle parti erano feroci, ma mai quanto gli albanesi. Gente senza scrupoli. Non fate mai un torto ad un albanese o se proprio dovete farlo, assicuratevi di avere le spalle coperte, molto coperte.

Si da pure il caso che quella sera il locale traboccasse di questi individui, bella mossa ragazzi, infilarsi in un locale del genere con due sventole di tale caratura, era stata proprio una bella mossa.

Ma ancor peggio, i due imbecilli non sapevano tenere la bocca chiusa.

Alcuni di loro, com’era prevedibile iniziarono ad avvicinarsi alle ragazze, onestamente non credo gliene importasse un gran ché delle due, volevano solo provocare.

Altri bisbigliavano qualcosa all’orecchio e poi ridevano, sta di fatto che si stava creando una miscela altamente esplosiva.

D’un tratto il mio telefono vibrò, interrompendo di fatto quel momento contemplativo, di pausa mentale che inevitabilmente si avverte, quando alle quattro di mattina sei ancora al bancone, con qualche amico. Era Oscar, per un attimo era riuscito a defilarsi.

La situazioni da quelle parti stava degenerando, una parola di troppo e gli animi si erano già, puntualmente, surriscaldati.

Immaginavo la mia bella testolina su un morbido cuscino, invece no, ero in macchina con Boris, direzione bowling. Lui, era l’unico che avrebbe potuto dialogare con quel branco di bestie inferocite.

Sul posto, notammo che la situazione non solo era degenerata, ma era già volato qualche spintone di troppo. Le due ragazze se l’erano giustamente squagliata da tempo e qualche brutto ceffo albanese aveva già iniziato a perdere le staffe.

Alcuni di loro avevano già riconosciuto l’energumeno russo e questo era a tutti gli effetti, un buon segno. Si trattava di ripristinare una parvenza di equilibrio e con quella gente signori, per smorzare i toni devi far capire che anche tu, hai delle conoscenze, altrimenti beh, ci siamo capiti.

Dal canto mio afferrai matteo per il braccio con una presa così salda che non potette non seguirmi, lo portai in un angolo e puntandogli un bel dito in mezzo agli occhi, gli dissi che se stasera non voleva fare un bel salto in ospedale, sarebbe stato meglio se si fosse tappato quella fottuta bocca e così fece.

Ristabilita un po’ di calma, alcuni di loro imprecando contro di noi iniziarono a salire sui loro bolidi e si dileguarono nella notte. Mentre anche noi salivamo con Boris, improvvisamente Oscar afferrò una bottiglia di Ceres e con tutta la sua forza la scaraventò esattamente in direzione di questo corteo funebre che se ne stava andando, centrando di fatto l’ultima macchina, sulla fiancata di sinistra. Bella mossa!

Presi Oscar per la camicia e lo scaraventai in auto, Boris schiacciò completamente il pedale tanto da partire con la portiera ancora aperta, con il cuore in gola, ci infilammo in una stretta striscia di ghiaia dietro il locale e a tutta velocità la notte ci portò via con sé. La guerra era stata dichiarata.

2 comments

  1. maxilpoeta · 17 Days Ago

    brutte storie, meglio non esserci mai, con certa gente sarebbe da presentarsi con un mitra ….

    Piace a 1 persona

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