DISinfluencer

Prima puntata della mia personale rubrica su come diventare disinfluencer.

Facile influenzare il pubblico, è?

un po’ di dimestichezza con i selfie, posti chic, sorrisi e tanto lusso e il successo è assicurato, followers che piovono come zampilli di lava, durante un’eruzione vulcanica.

Bene, sappiate che per essere disinfluencer la strada è tutt’altro che in discesa.

Anzi tutto bisogna essere veri, qualità che oggi giorno è più preziosa e rara del platino.

Secondariamente bisogna sempre dire quello che si pensa, mettendo i dovuti filtri, il vero disinfluencer non si fa corrompere da niente e da nessuno.

Punto numero tre, che potrebbe a tutti gli effetti prendere il posto del numero uno, bisogna pensare, ebbene sì, il disinfluencer è un essere pensante, che ragiona o quanto meno si sforza di farlo.

Se queste sono le qualità che vi caratterizzano, direi che siete a buon punto, la strada verso l’insuccesso è garantita, avrete un numero di followers pari ai componenti della vostra famiglia e forse nemmeno tutti.

Sarete voi stessi a mettere like e commenti ai post che pubblicherete e l’unico segno che troverete sul vostro conto sarà un meno, per lo spazio web da pagare.

Ma solo allora, girerete per le città a testa alta, con la consapevolezza che il vostro culo lo avrete visto voi e pochi altri intimi.

Lo so amici, non è facile essere persone di spessore ai nostri tempi, ma le cose cambieranno un giorno, me lo sento, lo dicevano pure i Maya, la fine del mondo è vicina.

(Sulla fine del mondo scherzavo, sul resto no).

A presto.

Facciamo quattro chiacchiere?

Chi di voi oltre a fare la mamma, il papà, il single, l’amante, il casaLINGUO, oltre al lavoro e agli hobby, nel poco tempo rimasto riesce ad allenarsi un po’?

E come vi allenate? Dove soprattutto?

Vi siete mai fatti seguire da qualcuno?

Forza, sputate il rospo… (˵ ͡° ͜ʖ ͡°˵)

P. S potete anche scrivermi su cigaroomwp@gmail.com

PERFETTI perché IMPERFETTI

È sì, è proprio così, troppo spesso sento frasi del tipo “il corpo umano è una macchina perfetta”, ” Dobbiamo raggiungere la perfezione”, “è andato tutto alla perfezione”.

La perfezione non esiste, noi siamo semplicemente perfetti perché abbiamo delle imperfezioni.

Ecco perché quando vedo blog, siti, profili istagram di questi presunti esseri perfetti, che mangiano benissimo, che si allenano ventiquattro su ventiquattro, sempre immersi in paesaggi mozzafiato con tre file di denti per sorriso, beh, un po’ le antenne mi si rizzano.

Sembrano tutti dei cartelloni pubblicitari viventi.

Per carità, i numeri danno ragione a loro, quello che ha meno seguaci ha una regione intera di followers.

E poi giustamente ogniuno nel suo spazio fa un po il C che gli pare, avete ragione

Penso di essere l’unico, che si fa influenzare al contrario dagli influencer.

PARITÀ DEI SESSI

Facciamo un po’ di chiarezza.

Premesso che non sono un maschilista, che non picchio le donne, né da sobrio né da ubriaco, che non ho mai adottato nessun tipo di azione atta a screditare o a sminuire in alcun modo la figura della tanto venerata femmina…

Ecco, una volta fatta questa splendida premessa, vi posso dire che credo nella parità dei sessi, ripeto, credo nella parità dei sessi, purché sia rispettata da entrambe le parti.

È puramente una questione di coerenza.

Non ho mai sostenuto la tesi che vede la donna rilegata ai mestieri domestici e l’uomo al bar con gli amici, che poi voglio dire, che cazzo ci sarà mai da fare tutte le sere al bar.

Va beh, non perdiamo il filo del discorso

dicevamo, se di parità si parla, parità deve essere.

Non sarà sicuramente il vostro caso, ma ci sono donne che trattano i loro maritini come se fossero dei graziosi animaletti domestici, in questo caso la parità dove sta? PARITÀ PER ME SIGNIFICA UGUAGLIANZA, PUNTO.

Capisco che la donna abbia, fisiologici sbalzi d’umore, legati alle “montagne russe ormonali” che la attanagliano e mi può anche stare bene, ma io sto parlando di donne che MASSACRANO PSICOLOGICAMENTE i loro compagni h24.

Durante un servizio, incrociai una coppia, lei era incazzata come una vipera… e muoviti, sei un incapace, facciamo i conti a casa, sei un fallito, il tutto a voce decisamente alta, ma volete sapere il perché, ve lo spiego subito, mentre lei era andata in bagno, aveva giustamente lasciato la borsetta al compagno il quale, avendo le mani impegnate a sorreggere i loro calici di vino, l’aveva delicatamente posata a terra. Non vi dico la sua faccia all’uscita del bagno. Ora, capisco che ci siano anche borsette da diecimila euro e passa, ma trattare così una persona in un luogo pubblico mi sembra un po’ esagerato, su quel pavimento ci potevi pure mangiare.

Altra cosa, discorso sesso, se una donna ti usa per soddisfare i suoi naturali bisogni, va tutto bene. Se tu usi lei, sei uno sporco maschilista. Non capisco!

Veniamo al dunque. Più che di parità tra i sessi, bisognerebbe parlare di RISPETTO RECIPROCO e il rispetto reciproco signori e signore dovrebbe per prima cosa, esserci a prescindere e secondariamente dovrebbe coinvolgere tutti, maschietti e femminucce, in maniera indiscriminata.

Minchia, sembravo padre Ralph

AVANTI TUTTA

Le poche volte che mi metto a meditare, magari accompagnato da un bel sigaro, capito sempre difronte ad un bivio, da una parte sale l’incazzatura e dall’altra, probabilmente sotto l’effetto di aromi e nicotina, mi auto convinco che tutto vada bene così, che ogni epoca abbia i suoi lati buoni e i suoi lati oscuri, frutto di una naturale evoluzione dell’umanità.

Del resto l’umanità c’è da un bel po’ su questa benedetta terra, nonostante di avversità ce ne siano state.

Facciamo un passo indietro, analizziamo il perché della mia incazzatura, il discorso è molto ampio. Per prima cosa, ricordo quando da bambino mi immaginavo il mondo degli adulti, fatto di scelte ponderate e di decisioni prese per la salvaguardia del prossimo, bene, ho scoperto che non è così, anni passati a scuola, a subire le zuppe di tutti su educazione, rispetto delle regole e bla bla bla, un paio di cazzi, scusate il francesismo ma a sto benedetto mondo ogniuno pensa a sé, anzi vi dirò di più, se rispetti un minimo di regole e se in cantiere hai dalla tua un po di educazione, passi pure per il pirla di turno e non è uno sfogo il mio, bensì un dato di fatto.

Punto secondo, ho sempre immaginato l’uomo come essere in grado di imprese eroiche, sì, forse duemila anni fa. Ora l’impresa più eroica che vedo è la costruzione del nuovo Samsung che si chiude a libro.

e qui entra in gioco il sigaro, che con un mix pazzesco di aromi e nicotina, poco a poco mi fa uscire quel residuo di speranza che c’è in me…

Nulla è perfetto, non di certo lo è l’uomo, che rimane pur sempre un animale, ma, in fondo in fondo, nonostante i mille errori commessi, un modo per migliorare, lo trova sempre..

Notizia dell’ultima ora: uno studente ha ucciso otto persone.

Come non detto..

Ciao a tutti e che dio ve la mandi buona.

Il primo tercio è predominato da un sapore terroso con un retrogusto di legno pregiato percettibile solo a tratti. La forza si assesta sulla media 3/5.
Nel secondo tercio l’evoluzione è invece molto marcata: caffé, cacao amaro, legno con un sottofondo di fieno abbastanza preponderante. Si rivela in questa fase un sigaro abbastanza complesso ed interessante con una paletta aromatica ben costruita.
Nel terzo tercio vanno a completare il bouquet aromatico, dei sentori di cuoio e spezie. Finale, ovviamente, con forza crescente 4/5, che comunque non pregiudica la godibilità della fumata.

WE WERE SOLDIERS-Polonia

Dieci ore di viaggio, poche soste e le gambe praticamente atrofizzate, ma ci siamo. Sono le undici passate, dopo aver percorso qualche chilometro di sterrato in quella che ha tutta l’aria di essere una cava abbandonata, ci fermiamo davanti ad una sbarra, un energumeno pelato si avvicina, lo sguardo non è dei più rilassati, ma a quanto pare anche noi non siamo da meno. Prende un telefono e dopo circa dieci minuti la sbarra si alza. Percorriamo gli ultimi chilometri.

Finalmente siamo arrivati, il campo di addestramento, per quanto buio ci sia la fuori, si presenta a noi in tutto il suo splendore.

Ci accoglie un tale mister K, lo chiamerò così, faccia butterata e camminata da mafioso russo. Il suo inglese è impeccabile a differenza del nostro, dopo aver fatto le dovute presentazioni ci mostra l’interno del complesso. Non mi addentrerò troppo nei particolari per ovvie ragioni.

Salutato mister K è giunta l’ora di scaricare il furgone e di preparare le stanze per la notte.

Vi osservo

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

Charles Bukowski

Ebbene sì, niente di più vero. Durante i servizi, dovendo garantire la sicurezza delle persone, mi capita di osservare, un po’ perché sono curioso e un po’ perché lo devo proprio fare per lavoro.

Oltretutto posso osservare senza essere osservato e questo mi da un grosso vantaggio, perché sono lì, ma è come se non ci fossi.

Ad una cena di gala, notai che una delle invitate continuava a dirigere il suo sguardo verso il basso, ma lo faceva senza muovere troppo il capo, come se volesse evitare di attirare l’attenzione verso di sé, attenzione del marito presumevo. Di fatti, da un’angolazione migliore notai che, sotto il tavolo aveva un telefonino. Sembrava quasi agitata, forse sarà stata l’insistenza dell’amante nello scriverle?

Durante una festa privata, fra pezzi grossi dell’imprenditoria locale invece, ad un certo punto della serata intercettati una sorta di comunicazione a gesti fra tre degli invitati. Rapidamente e senza farsi troppo vedere, uno di loro si portò la mano al naso sbattendo un paio di volte l’indice della mano, sulla narice. Cinque minuti dopo, i tre si erano volatilizzati in bagno. Un veloce breafing tra la neve?

Per un evento in una prestigiosa cantina di vini, terminato il tour, gli ospiti si erano accomodati ai tavoli per la degustazione. I tavoli erano da due, quattro sei persone in base ai diversi gruppi. Notai che alle spalle di una coppia, marito e moglie, sedeva una giovane donna dell’est tutta sola. L’uomo sembra alquanto agitato, ogni tanto allargava il colletto della camicia con un dito e si asciugava in continuazione la fronte con un fazzoletto. Ad un certo punto la giovane ragazza, piangendo si alzò buttò un’occhiata verso la coppia e se ne andò. Le avrà promesso che avrebbe lasciato la moglie?

Aveva ragione Bukowski…non pago nemmeno il biglietto.

SUCCESSO-SOLDI-POTERE

Che trio,

Oggi vi farò un discorso che è semplicemente il frutto del fatto che non avuto successo, non ho soldi e non ho il potere. Se avessi queste tre cose probabilmente non sarei qui a scrivervi, ma sarei in giro a sfrecciare con la mia lambo placcata d’oro.

Non facciamo i preti di turno o gli ipocriti, chiunque cadrebbe sotto l’influsso di questi tre elementi.

Però, però

quando sai come funziona una cosa, quando conosci i retroscena, forse sei anche in grado di gestirla, forse.

Non a caso esistono i ricchi e gli arricchiti.

Recentemente sono stato ospite di un noto finanziere italiano, oramai in pensione, un pezzo grosso, questi sono ricchi da generazioni, eppure lui mi sembrava vestito come se dovesse andare a pesca, mancava solo gli cascasse un po’ di pastura dal taschino.

Qualche giorno dopo, per caso incontrai un vecchio cliente di un mio collega, che grazie ad una start up da lui fondata nel giro di qualche anno si era costruito un mezzo impero, vi dico solo che erano le dieci di mattina e lui indossava il frac.

L’esempio che vi ho portato sarà anche stupido ma denota la differente capacità di gestire tre elementi che possono elevarvi ma allo stesso tempo distruggervi,

SUCCESSO-SOLDI-POTERE

Voi sareste in grado di gestire queste tre cose?

COMPAGNIE TELEFONICHE… Lo specchio della nostra società

Lo so, non ho peli sulla lingua e preferisco scrivere qui che mettere una stellina come un pirla per esprimere un mio giudizio negativo, gnè gnè gnèèè! Ti metto una stellina con una bella pernacchia, cos’è siamo tornati all’asilo? Ma per carità.

L’altro ieri mi sono recato presso un centro wind, ebbene sì, dopo circa 6 anni ho messo nuovamente piede in un centro di assistenza wind. Dovete sapere che oggi siamo talmente tecnologici che ho dovuto prendere la mia bella macchinina per andare da quel simpaticone della Wind.

Premesso che, non sono mai stato troppo attento ai piani tariffari, recentemente però, ho iniziato a chiedere ad amici e colleghi che contratti avessero e con che compagnie, un po’ per fare due chiacchiere un po’ per ricavare informazioni utili.

Io ho 3000 giga a 5 eur, io ne 5000 a due, io ho 5000 giga più chiamate più sms e inclusa ho la segretaria della Vodafone.

Per farla in breve io avevo un terzo dei gigabyte al doppio se non il triplo delle tariffe medie e ancor peggio la stessa wind sputava tariffe fresche fresche e super convenienti ai nuovi clienti.

Ok ok, vi fermo subito, lo so perfettamente anch’io che non siamo nel mondo della Mulino Bianco, con tutta la famiglia che si alza e si saluta la mattina.

Però ho avuto clienti pure io e ho sempre premiato quelli fidelizzati e non il contrario.

A rigor di logica, mi dai fiducia da tanto tempo, bene, ripago la tua scelta facendoti uno sconto, dandoti un premio, che ne so.

Ebbene signori, oggi funziona al contrario, sei un cliente vecchio? Allora ti spolpo finché posso, sei nuovo, ciao come va? Come stai?Con tanto di danza del ventre. E così succede anche per tante altre cose.

Va beh, che dire…ora anch’io ho una segretaria tutta mia della wind inclusa nel nuovo piano tariffario…