Rubrica Cali_Fit

Come preannunciato a breve metterò a disposizione una rubrica, accessibile liberamente, per alcuni contenuti e tramite un piccolo abbonamento per altri, dedicata all’allenamento e alla nutrizione. Gran parte degli articoli saranno volti all’analisi dei principali esercizi del Cali_Fit, con richiami fotografici delle posizioni corrette da tenere, analisi biomeccaniche e circuiti finali di allenamento, che vi introdurranno al sistema di allenamento Cali_Fit e che allo stesso tempo vi permetteranno di migliorare fin da subito la vostra forma fisica e mentale. Un sistema sviluppato per ottenere i massimi benefici con il minor impegno temporale possibile.

Saranno disponibili schede tecniche di esercizi da effettuare interamente a corpo libero, utilizzando piccoli attrezzi ma anche esercizi con barre, bilancieri e sovraccarichi per chi ne avesse a disposizione.

Il Cali_Fit è un sistema in continua evoluzione.

La rubrica vuole essere uno spunto per introdurvi a quello che sarà il sistema vero e proprio.

Qui sotto ne troverete un esempio.

PLANK E HOLLOW POSITION

Quando ci si allena a corpo libero, diventa fondamentale imparare la posizione chiamata hollow position.

Questo assetto, biomeccanicamente ci permetterà di essere stabili in quanto andremo ad attivare al massimo il core, cioè la parte centrale del nostro corpo.

La posizione consiste nell’accentuare al massimo la curva lombare e nell’effettuare una retroversione del bacino, contraendo i glutei. In questo modo avvicineremo al massimo i capi del retto addominale. Solo a questo punto dovremo comprimere al massimo l’addome.

Vi assicuro che 60 secondi in questa posizione contraendo al massimo, non sono affatto semplici.

Quella che avete appena visto è una plank in hollow position, la stessa plank la possiamo riproporre in diverse varianti.

A BRACCIA TESE

PLANK HOLLOW POSITION BRACCIA TESE

A BRACCIA TESE CON L’UTILIZZO DELLE MANIGLIE per non sovraccaricare i polsi

PLANK HOLLOW POSITION BRACCIA TESE MANIGLIE

PLANK IN APPOGGIO la versione facilitata

PLANK IN APPOGGIO

PLANK IN APPOGGIO CON BRACCIA TESE per abituare i polsi

PLANK IN APPOGGIO BRACCIA TESE

Esiste poi la versione laterale, eseguita sempre mantenendo la hollow position, questa posizione vi permetterà di coinvolgere maggiormente gli obliqui.

SIDE PLANK

SIDE PLANK

continua….

11 comments

  1. Giusy · 23 Days Ago

    ottimo! molto interessanti le foto (il plank uccide.. è senza pietà! 😀 )

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  2. maxilpoeta · 22 Days Ago

    io in casa ho le maniglie della foto per fare flessioni, una volta ne facevo tantissime, ora arrivo già stanco dal lavoro e ne faccio meno, ma di tanto in tanto le uso ancora, proverò anche a fare l’esercizio che hai postato…👍👍👍😉

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  3. blogdibarbara · 21 Days Ago

    Ahia! Il plank lo avevo cominciato, e riuscivo anche a reggere 60 secondi, ma l’ortopedica quando lo ha saputo me lo ha categoricamente vietato: colonna vertebrale priva di cifosi e lordosi e quasi completamente rigida, artrosi lombare, due ernie e tre protrusioni, ed esiti di due fratture vertebrali, di cui una con avvallamento (due centimetri di statura persi in sei settimane). Le ginocchia invece non le posso appoggiare perché mi sono andate completamente distrutte in un incontro intimo con una Ford Focus (centrata in pieno e travolta sulle righe senza toccare i freni, volo di non so quanti metri e infine scaraventata di faccia sull’asfalto). Quindi questo capitolo dovrò saltarlo tutto.

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    • Whisky Cigar and workout · 21 Days Ago

      Tieni presente che ha me l’ortopedico aveva assolutamente vietato di fare grossi carichi con le gambe, ricordo bene le sue parole, al massimo una corsetta, soffrivo e soffro tutt’ora di tendinopatia cronica dei due tendini rotulei, circa un anno dopo ho fatto il mio personale record di stacco da terra, 220kg. Tutt’ora se non rinforzo quella parte con dei sovraccarichi, dopo un paio di settimane mi spunta il dolore. Questo per dirti che, tutto si può fare o quasi, l’importante è che venga inserito a piccolissime gocce e rispettando la soggettività di ogniuno di noi ecco perché diventa fondamentale il sapersi ascoltare.

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    • blogdibarbara · 21 Days Ago

      Ah, su questo sfondi una porta aperta: io a medici, infermieri, fisioterapisti sono solita dire “Lei è da dieci, venti, trenta anni che fa il medico? Io è da settanta che faccio la paziente: lei conosce il suo mestiere, ma il mio corpo lo conosco io”, e alcune delle cose “proibite” le faccio, perché è il mio corpo a dirmi se va bene o no. Quando mi è capitato di parlarne col mio anestesista-algologo che mi fa le infiltrazioni per sciatica, artrosi, tendiniti ecc., mi ha raccontato che in seguito a un certo incidente gli era stato detto che non avrebbe mai più potuto correre. Tre anni dopo ha fatto la maratona. Arrivato penultimo, ma portata a termine senza inconvenienti e senza conseguenze. E anche la sua risposta alla domanda su cosa posso o non posso fare in un certo ambito è stata: puoi fare tutto quello che il tuo corpo ti dice che puoi fare. Però con tutti i disastri che ho alla schiena ho un po’ di timore a rischiare, perché se dovessi peggiorare, anche di poco, rischio di non muovermi più. Però al plank è da un po’ che ci penso. Magari cominciando con dieci secondi e vedere come si mette, perché a rinforzare gli addominali ci guadagna anche la schiena, no?
      Con le ginocchia però purtroppo non posso proprio fare niente. Mi basta sfiorare un mobile passando che quasi svengo dal dolore.

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