WE WERE SOLDIERS-Polonia

Dieci ore di viaggio, poche soste e le gambe praticamente atrofizzate, ma ci siamo. Sono le undici passate, dopo aver percorso qualche chilometro di sterrato in quella che ha tutta l’aria di essere una cava abbandonata, ci fermiamo davanti ad una sbarra, un energumeno pelato si avvicina, lo sguardo non è dei più rilassati, ma a quanto pare anche noi non siamo da meno. Prende un telefono e dopo circa dieci minuti la sbarra si alza. Percorriamo gli ultimi chilometri.

Finalmente siamo arrivati, il campo di addestramento, per quanto buio ci sia la fuori, si presenta a noi in tutto il suo splendore.

Ci accoglie un tale mister K, lo chiamerò così, faccia butterata e camminata da mafioso russo. Il suo inglese è impeccabile a differenza del nostro, dopo aver fatto le dovute presentazioni ci mostra l’interno del complesso. Non mi addentrerò troppo nei particolari per ovvie ragioni.

Salutato mister K è giunta l’ora di scaricare il furgone e di preparare le stanze per la notte.

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