L’attività fisica fa sempre bene?

Udite udite… NO!

Fare uno sforzo fisico, che sia una corsa, che sia un allenamento con i pesi, che sia una partitella a calcetto con gli amici, a volte può non essere così salutare come si pensa.

Credete che io sia pazzo, vero? lo so. Ma un po di esperienza sul campo me la sono fatta.

Vi faccio un esempio, circa due anni fa, presi in carico una ragazza con dei pesanti disturbi alimentari, per farla in breve, non mangiava. Casi come il suo purtroppo sono sempre più frequenti, non solo per quanto riguarda il sesso femminile ma anche quello maschile.

Il punto è che se non mangi, il corpo per farti sopravvivere, inizia quello che a tutti gli effetti può essere descritto come un auto-cannibalismo. Scompone cioè i tessuti, anche quelli strutturali (ossa e muscoli) per ricavarne energia, per poter garantire le funzioni vitali.

L’assurdità sta nel fatto che il medico di base che seguiva questa ragazza, le aveva consigliato di farse tre/quattro volte a settimana una bella camminata di circa cinque chilometri in modo tale da, secondo il suo ragionamento, innescare lo stimolo della fame.

Niente di più sbagliato e dannoso.

Per prima cosa, vi sembrerà banale ma non lo è, senza entrare troppo nello specifico, la ragazza avrebbe dovuto essere seguita da un bravo/a psicologo.

In seconda battuta, bisognava trovare un modo per farle assumere calorie, anche attraverso integratori.

Solo successivamente e se tutto fosse andato per il verso giusto, sarebbe stato utile un piano allenante atto alla ricostruzione del tessuto muscolo-scheletrico, che anche se con stimolo ridotto, dovuto al poco cibo, le avrebbe consentito in maniera progressiva di ridurre la scomposizione dei tessuti.

Quindi niente cardio di nessun tipo ed eventualmente esercizi di rinforzo condotti inizialmente a corpo libero e poi in futuro, con qualche sovraccarico. Recuperi tra una seduta di allenamento e l’altra, ovviamente molto ma molto lunghi.

E con la ragazza come andò a finire?

Mi rifiutai di allenarla e la indirizzai subito da un’amica psicologa con la quale collaboravo.

29 comments

  1. Maria · settembre 14

    Eh, il medico di base è appunto solp un medico “di base”… e oggi sembrano saperne sempre meno. Eh sì, serviva anche una psicologa che seguisse la ragazza…

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    • Whisky Cigar and workout · settembre 14

      Purtroppo, ancora oggi, sia genitori che diretti interessati in alcune circostanze, schivano lo psicologo, per paura di essere additati come pazzi o malati di mente. Niente di più sbagliato.

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      • Maria · settembre 14

        Eh, un po’ comprendo la vergogna e un po’ ci sono anche psicologi che hanno peggiorate situazioni, non essendo bravissimi nel loro mestiere. Bisogna essere fortunati anche in questo: non solo nel trovare un bravo idraulico, ma anche per trovare un bravo psicologo…

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      • Whisky Cigar and workout · settembre 14

        Come in tutti i mestieri del resto. Poi quando si ha a che fare con la psiche non è mai semplice. Per certi versi è un mondo ancora tutto da scoprire.

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      • Maria · settembre 14

        Già 👍

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  2. endorsum · settembre 14

    oh santa pace! ma sono tuttologi! le persone con problemi alimentari sono cristalli sottilissimi e un buon medico dovrebbe ammettere di non sapere e invitare la paziente a rivolgersi a chi di dovere.

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    • Whisky Cigar and workout · settembre 14

      Hai detto una cosa saggia. E sono veramente tante le persone con problemi alimentari e di iper-allenamento.

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      • endorsum · settembre 14

        saranno in aumento, immagino, la spinta a distanziarsi spinge queste persone a percepirsi sempre più sole e ad accartocciarsi su modalità autodistruttive, con l’illusione del controllo.

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      • Whisky Cigar and workout · settembre 14

        Purtroppo sì. In un sistema dove la foto da pubblicare la fa da padrone, se non sei sempre al top della tua forma fisica, fare un selfie con un’amica può diventare un serio problema. Ecco allora che mangiare e vomitare, diventano un tutt’uno come pure allenarsi più e più volta al giorno.

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      • endorsum · settembre 14

        Già. Non avevo pensato al ruolo del selfie.

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  3. Giusy · settembre 14

    “L’anoressica non è malata perché è anoressica ma è anoressica perchè è malata” e così per i disturbi alimentari. In Italia noi psy ancora non siamo considerati e la classe medica merita la mia completa disistima, in merito. Sono sintomi (rifiuto del cibo, iperallenamento, ipernutrizione) di disagi ben più radicati solo che da un lato ci sono quelli che colludono fortemente (un corpo esile e che rifiuta il cibo sarà sempre bisognoso di cure) dall’altro lato poi chi si iperalimenta sarà sempre visto male (che schifo.. mangia sempre è obeso). Sono la doppia faccia della stessa medaglia al cui centro c’è la bulimia (e non c’è verso.. sono patologie distribuite su ambo i sessi ma qui mi fermo perchè diventa troppo complessa e lunga, la cosa e non voglio approfittare troppo del tuo spazio). I mezzi di comunicazione, le vetrine, il confronto.. aprono solo alla solita guerra del corpo perfetto che non esisterà mai. Esiste -però- il corpo sano come esiste una mente sana.

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    • Whisky Cigar and workout · settembre 14

      Giusy, ti do libero arbitrio, scrivi pure quanto vuoi nel mio spazio. Non voglio sfruttarti intendiamoci, però chi meglio di te può esprimere determinati concetti.
      Mi permetto solo di aprire un dibattito nel dibattito, io credo che però esista una soglia anche nei disturbi di natura psicologica un po come nella fatica, se questa soglia non la, tra virgolette, alleno, qualsiasi cosa mi capiti si trasformerà inevitabilmente in una problematica, che poi sfocerà in una patologia. Non so se mi sono spiegato.

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      • Giusy · settembre 14

        (Tra l’altro rido pure perchè oggi volevo parlare di corpo, in seguito ad alcuni colloqui, ma non so se riesco).
        La questione dell’allenamento dell’apparato psichico, mi è molto cara; si tratta di una metafora che uso sempre ma di fatto.. l’unico modo che l’essere umano ha per essere resiliente è allenarsi. Come si fa..
        Tecnicamente una persona che nasce in un ambiente familiare sano, apprenderà – per forza di cose- per imitazione, per passaggio transgenerazionale un modo corretto di rispondere alle avversità della vita, modo che ovviamente si incontra (o scontra) con la specificità della persona (ovviamente nessuno è uguale ad un altro, è un po’ come la questione della teoria del trauma per cui lo stesso evento avrà ripercussioni diverse su due persone diverse essendo gli apparati psichici diversi). Come arriviamo alla questione (in questo caso), alimentare? Anche il rapporto con il cibo (ormai sempre più disfunzionale) ha una radice di condivisione familiare. Come ci approcciamo al pasto, come comunichiamo, come ci relazioniamo nel momento del pasto e come usiamo il pasto stesso. Le teorie in merito sono molteplici.. Possiamo avere una ipotesi che situa il disturbo nell’ambito delle relazioni (hai mai fatto caso al fatto che il cibo può unire? quando stiamo bene andiamo a mangiare una pizza con gli amici per esempio) oppure un approccio come quello proposto da un analista con cui ho studiato; psicoanalista che di questo si occupa..(nel suo caso, si faceva risalire l’origine del disturbo ad una questione sessuale femminile). Cercando di restare in linea, comunque, condivido la tua ipotesi/proposta e sono anche molto lieta di leggere quel che hai scritto: non è una cosa scontata.

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      • Whisky Cigar and workout · settembre 14

        Intervento sempre di un livello superiore. Grazie Giusy.
        Come giustamente hai detto tu, l’unico modo che l’essere vivente ha per essere resiliente è proprio l’allenamento. La resilienza è la capacità di resistere e adattarsi, per resistere e adattarsi bisogna continuamente creare una nuova omeostasi e cioè un nuovo punto di equilibrio differente da quello precedente. E se non ti adatti? Semplice, muori. Per ciò sull’onda di quello che ha detto la mia PSY preferita, (psy, sta per psicologa, l’ho scoperto anch’io da poco) ogni tanto rinunciare a qualche comodità per mettere alla prova mente e corpo, non sarebbe una brutta idea.

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      • Giusy · settembre 14

        Orbene (che terminone) è sempre bello poter parlare in maniera anche più tecnica ma con semplicità; una semplicità data dall’ascolto empatico che si trova con sempre maggiore difficoltà. La resilienza è il resistere trasformandosi; non esiste la fissità, la stasi in natura, figuriamoci per l’essere umano. Accade che per molti risulta difficile dover accettare che il contesto (così come noi stessi), possa mutare. Molti trovano sicurezza nella fissità (che però come detto prima, non esiste). Qui quindi ritorna in gioco la questione dell’allenamento. Allenarmi implica uno sforzo (mio) fisico; l’allenamento mi fa vedere dall’esterno che la fissità non esiste, non è solo una questione di “obiettivi/limiti” da porsi o superare.. ma diviene la metafora dell’esistenza stessa. La contrazione muscolare che è il risultato di tutta una serie di modificazioni intracellulari coordinate che porta al movimento della fibra muscolare e del muscolo, mi fa capire che lavorando su tutto un contesto (quindi posso estendere la metafora a tutto l’apparato psichico, al contesto familiare, sociale), posso arrivare a resistere trasformandomi trovando nella mia trasformazione piccole quote di passato che saranno sempre diversamente uguali a se stesse (il muscolo che cresce sempre quello è.. ma appunto può crescere o diminuire); questo “giochetto” implica però un piccolo atto di coraggio.. Coraggio che vuol dire mettersi alla prova e -talvolta- rischiare. (Ammazza se parla sta psy).

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      • Whisky Cigar and workout · settembre 14

        Parla pure PSY, pendiamo tutti dalle tue labbra. Non aggiungo altro hai spiegato tutto alla perfezione. Sappi che un applauso l’ho fatto, da solo, ma l’ho fatto.

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      • Giusy · settembre 14

        Aaaahhh… ecco che era quel brusio in sottofondo 😁 Sei gentile! Al prossimo pippone! Buona serata 😊

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    • zipgong · settembre 14

      ok, mentre voi continuate mi faccio ‘na Sacher.

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  4. Mapy · settembre 14

    So bene di cosa stai parlando. Mio marito è un consulente della nutrizione dello sportivo, e siamo entrambi sportivi. Lui più di me, ovviamente.
    Quando nel 2013 mi sono iscritta alla mia prima maratona (a Padova, quella di Sant’Antonio bellissima 😍) avevo problemi. Non riuscivo ad allenarmi. Certo, ho fatto la cavolata di allenarla in soli tre mesi, ma a parte quello, sentivo che mi mancavano altre cose, a parte il fiato.
    Lui mi ha dato una alimentazione differente. Prima cosa, colazione ricca di tutt’e tre gli elementi principali nutritivi, carbo, proteine egrassi. Ho eliminato lo zucchero e sono passata all’integrale.
    Già nel giro di una settimana il mio corpo era cambiato. Mi sentivo più forte e finalmente terminavo i miei lunghissimi allenamenti.
    Ovviamente la gara è andata benissimo per una che era appena passata dal divano alla strada. Conclusa sotto le cinque ore, e senza nessun intoppo per fortuna 😅
    Tutto ciò per confermare che il nostro corpo è una macchina perfetta, ma se sbagli mettendo scarsa qualità di benzina o non mettendone niente, la macchina si fermerà a metà strada.

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    • Mapy · settembre 14

      Scusa, il mio commento non è proprio nel tema, dal cellulare leggevo il post sino a un pezzo, mancava il resto è ho frainteso il tema. 😱

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    • Whisky Cigar and workout · settembre 14

      Esattamente, tu hai sperimentato tutto ciò sulla tua pelle, perciò sai cosa vuol dire commettere errori alimentari, soprattutto quando lo sport che pratichi è di endurance. Al minimo errore, la paghi. Lo so perfettamente.

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  5. Mr.Loto · settembre 16

    In casi limite come questo l’attività fisica è decisamente controproducente ma per le persone sane o magari con altri tipi di problemi, generalmente un po’ di movimento è salutare. 🙂

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    • Whisky Cigar and workout · settembre 16

      Assolutamente, c’è da precisare che un po’ per me può voler dire una corsa di 20km per un altro può voler dire 10 addominali. È tutto soggettivo, dipende da com’è messa la persona a livello metabolico e di composizione corporea.

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  6. Mr.Loto · settembre 16

    Giusto.

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