QUELLE STRANE SERATE

Ore 19, qualche bicchiere di birra è già vuoto sul bancone. Sono serate strane, dove tutto può succedere.

In quel periodo eravamo un po tutti su di giri, i problemi nel gruppo erano tanti e di varia natura, lavoro, droga, dissidi con altri gruppi della città, ma nonostante tutto eravamo sereni, un po agitati, ma sereni.

Quella sera, nulla era stato programmato, qualcuno beveva al bancone, altri scambiavano due chiacchiere tra una boccata di sigaretta e l’altra, in lontananza le urla dei soliti quattro giocatori di carte.

Le nostre serate partivano quasi sempre così, in sordina, tranquille e pacate.

E questo per me è sempre stato motivo di preoccupazione. Quando si partiva così, non si sapeva mai dove si sarebbe andati a finire.

Dopo un’oretta di svago, decidemmo di spostarci, non avevamo molte idee e onestamente non volevo fare nemmeno troppo tardi, l’indomani avrei dovuto lavorare.

Finimmo in un bar, che non vedevo da anni, era un paese a qualche chilometro dal nostro.

L’inizio fu piacevole, incrociammo alcune facce non nuove, che non vedavamo da anni. Un po di vino, quattro chiacchiere e le lancette dell’orologio che ruotavano a più non posso, tant’è che in men che non si dica era già scoccata la mezzanotte.

Un po stanchi decidemmo di finire il bicchiere e levare le tende. Se non ché, incrociamo loro.

“Loro” erano due uomini del nostro paese, uno era tranquillo, l’altro molto meno.

Ex promessa del basket, a causa dell’alcool aveva mandato in fumo una carriera oramai spianata.

Per correttezza non entrerò troppo nel dettaglio, vi dico solo che al problema dell’alcool, si era aggiunto quello degli psicofarmaci. Nelle sue serate si alternavano, birre e scazzottate.

Intercettati dal duo, ci fermammo a bere ancora qualcosa, sapevamo che non era opportuno esagerare, ma “loro” non erano di certo al primo bicchiere, anzi.

Il problema di chi mixa alcool e psicofarmaci, è l’imprevedibilità. Un attimo prima ridi e scherzi, un attimo dopo, una parola in più e scoppia il finimondo.

E così fu, anche quella sera. Ricordo solo che stavo parlando con un amico quando vidi lui, che con fare minaccioso, cercava di agguantare il suo compare di sventure.

Entrambi giravano attorno ad una macchina parcheggiata, ogni tanto lui, colpiva la macchina con un pugno, era completamente fuori di testa.

Intervenire in queste situazioni è sempre molto rischioso, cerchi di calmare le acque e puntualmente finisci nel vortice. Però qualcosa andava fatto, di chiamare la polizia non se ne parlava.

Cercammo di calmarlo, ma nulla da fare, la danza attorno alla povera macchina continuò.

Ad un certo punto, non ricordo cosa dissi ma venne captato dal pazzo, il quale si fermò e prese a camminare nella mia direzione, sembrava un cane feroce a caccia di prede.

Onestamente non avevo troppa voglia di far andare le mani, tendenzialmente sono pacifico. Quando fu a mezzo metro, iniziò a proiettare dei colpi verso di me. Uno mi prese di striscio, senza però fare danni. A quel punto arretrando, riuscii a recuperare la distanza e ruotando verso sinistra mi trovai una sedia all’altezza delle mani.

Non ci pensai duo volte, afferrai la sedia e gliela piantai dritta in mezzo alla faccia. La sedia si sbriciolo’ in mille pezzi, fortunatamente era di plastica e non provocò grossi danni, solo qualche graffio. Ma il colpo, ebbe l’effetto di interrompere quella folle caccia al l’uomo.

Lui era seduto a terra, un po frastornato ma tranquillo.

Pagammo i pochi danni fatti e ci incamminammo verso la macchina.

L’indomani avremmo saputo che i due si erano poi infilati nell’ennesimo bar e lui in preda al solito raptus, era finalmente riuscito ad agguantare il suo amico.. Risultato, naso rotto e un bel giro in ospedale.