I HATE RULES

Sono sempre stato un po restio alle regole, poi con il passare del tempo, ne ho capito l’importanza.

Dovete sapere che, ho iniziato ad apprezzarle, quando ahimè, le ho dovute far rispettare.

È un po come quando, da adolescente, i genitori ti dicevano la fatidica frase, un giorno, quando sarai genitore capirai.

Stessa cosa.

In Italia mi duole dirlo, siamo molto bravi in tante cose ma, lo sapete anche voi, rispettare le regole non è nelle nostre corde. Non che in altri paesi siano dei santi, intendiamoci, però, quanto meno dove sono stato io, si annusava di più il concetto di collettività e non la solita frase detta con faccia da ebete :” È ma io ho pagato, io pago, io faccio quello che voglio”

Vero che, le regole sono giustamente fatte per essere cambiate, una volta si potevano installare pannelli in amianto, oggi no. Quello che manca a noi però è proprio il concetto di comunità.

La regola viene vista come una sorta di privazione assoluta e imprescindibile della propria libertà, ma allo stesso tempo quando non metti delle regole la gente si lamenta perché si crea confusione e malcontento.

Un anno in un centro sportivo dopo aver ricevuto una pioggia di lamentele, dovute al fatto che, nella piccola vasca idromassaggio non potessero entrare i bambini sotto i 12 anni, avevamo deciso di rimuovere la regola.

Cosa successe secondo voi?

Tempo una settimana ed iniziarono nuovamente a piovere le critiche perché i bambini più piccoli utilizzavano la vasca per giocare e quindi gli adulti non potevano appoggiare il loro culone nell’idromassaggio per rilassarsi.

Esempio stupido questo, ma funziona esattamente così anche per cose molto più grandi.

Pensate a livello comunale o di amministrazione provinciale, fino ad arrivare a piani più alti.

Ma banalmente non possiamo pensare di farci una bella risata perché siamo riusciti ad eludere il controllore sul treno in quanto privi di biglietto, ma poi ci lamentiamo perché il treno crolla a pezzi.

Da notare che i primi trasgressori sono proprio gli adulti, tutti pronti a puntare il dito se poi per le strade girano bande di adolescenti che spaccano, sporcano e si prendono a mazzate sulla testa.