ALLENAMENTO E STILE DI VITA…parte seconda

ricapitolando, nel precedente articolo abbiamo visto come lo stress può pesantemente intaccare la nostra STRUTTURA MUSCOLARE, le nostre RISERVE ENERGETICHE e il nostro SISTEMA IMMUNITARIO predisponendo quindi il corpo alla malattia.

E’ possibile invertire la rotta?

Se sì, come fare a farlo?

Prima di rispondere si o no, voglio dirvi una cosa che per quanto banale e scontata possa sembrare racchiude il fulcro dell’intero discorso.

Gli artefici del cambiamento POTETE essere solamente voi, lo so che siete a caccia di programmi miracolosi o di pseudo professionisti con la bacchetta magica, programmi che per altro riscuoterebbero molto più successo rispetto a quello che vi sto dicendo, ma, la realtà è un’altra e voi lo sapete.

Primo requisito per uscire da una sindrome metabolica, sarà quindi la vostra propensione al cambiamento.

Ognuno ha i suoi tempi, ma fidatevi, quando poi vi sentirete molto meglio, più energici e vi vedrete molto più belli, vi direte :” perchè cavolo non l’ho fatto prima”.

Uscire dalla propria zona confort, sarà il passo più difficile.

Ma, torniamo a noi. Prima cosa da fare è appurare se veramente vi è in atto una sindrome metabolica, stress-correlata. Per farlo ad oggi, l’unica strumentazione in commercio, non invasiva è l’analizzatore di composizione corporea BIA 101. Scordatevi bilancine e bilancette che vi misurano il grasso e il magro. Non servono ad una ceppa.

Una volta appurata la relativa condizione di INFIAMMAZIONE METABOLICA, arriva la parte più bella. Risalire alle cause che hanno portato all’infiammazione stessa.

Faccio un elenco delle possibili cause, ognuno dovrà però ricercare le proprie.

  • LAVORO: spesso la principale fonte di stress arriva dalla sfera lavorativa;
  • RAPPORTI INTERPERSONALI: problematiche a livello di sfera emotiva, di rapporto con altre persone;
  • MALATTIE: condizioni patologiche reiterate nel tempo sono una grossa fonte di stress;
  • ALIMENTAZIONE: diete non corrette e troppo sbilanciate;
  • ALLENAMENTO: piani di allenamento non personalizzati costituiscono una grande fonte di stress per il corpo.

Nella maggior parte dei casi queste concause si sommano,

ho avuto a che fare con persone oberate di lavoro che si allenavano come matte e mangiavano qualche panino qua e là nelle rare pause pranzo, con pesanti situazioni familiari alle spalle, ovviamente livelli di stress altissimi e situazioni metaboliche DISASTROSE, sempre stanchi, incazzati e molli come i fichi.

” cosa ci posso fare? mica posso cambiare il mio lavoro”

Io l’ho cambiato, con parecchi clienti all’attivo e fidelizzati da anni. Il fisico è vostro, le scelte sono vostre. E poi ricordatevi che se vi ammalate (facciamo le corna ovviamente), poi a casa da lavoro ci dovete per forza stare.

Ora non sto dicendo che domani dovete bussare alla porta del capo per dare le dimissioni, però valutate bene quanto e cosa siete disposti a sacrificare, magari semplicemente, quello non è il lavoro che fa per voi.

Per quanto riguarda alimentazione e allenamento, trattasi della parte più facile da correggere.

ALIMENTAZIONE: evitate le diete fast, che promettono grandi risultati in pochissimo tempo, spesso è proprio mangiando di più e meglio che si dimagrisce. Va da sè che ci vorrà tempo, ma i risultati sono garantiti. In linea di massima colazione abbondante, un pranzo fatto di carboidrati complessi, patate, legumi, pasta integrale e una quota proteica, per cena riducete drasticamente la quota di carboidrati per aumentare quella proteica, carni bianche, pesce sempre con verdure al seguito. Per mangiare più calorie senza ingrassare è bene frazionare il più possibile i pasti durante la giornata e non ditemi che con il lavoro non riuscite, ho fatto tanti lavori anche molto differenti tra loro e sono sempre riuscito ad organizzarmi, ergo, ce la potete fare anche voi.

ALLENAMENTO: sbagliare piano di allenamento è molto più facile del previsto anche perchè se ho una qualsiasi sindrome stress-correlata a differenza di quello che tutti credono, più mi alleno e più peggioro. Questo perchè avrò tempi di recupero molto più lunghi rispetto ad una persona metabolicamente sana. Secondariamente, l’attività aerobica è molto importante nelle prime fasi di riabilitazione metabolica e sarà soprattutto l’alta intensità a farla da padrone a differenza delle monotone camminate a zero all’ora che quasi tutti fanno. L’alta intensità permette di aumentare la vostra POTENZA AEROBICA con due risultati molto importanti, miglior capacità dei mitocondri di ossidare i grassi e udite udite, aumento della variabilità cardiaca con aumentata capacità di rispondere agli stress anche di natura psicologica, cuore ed encefalo sono intimamente connessi in questo.

Più avanti vedremo anche di applicare queste cose sul campo con degli esempi pratici.

Ciao a tutti e grazie per essere stati in mia compagnia.

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