Ordine delle cose

E quando vedi che tutto intorno a te ruota al contrario, beh.. ristabilisci tu stesso l’ordine delle cose

Habanos86

Il MEZZUOMO

Dunque oggi ho assistito a questa scenetta, stavo facendo un servizio, un normalissimo servizio. Era un evento, al quale partecipavano tutta una serie di ristoratori di un’associazione ed era presente anche qualche pezzo grosso, non sto qui a farvi i nomi.

All’ingresso due omini controllavano il green pass e la temperatura, come da prassi. Più che ad un evento sembra di entrare in una base militare, visti i controlli, ma le direttive ci sono e vanno giustamente rispettate.

Nessuno tra i ristoratori ha opposto resistenza, chi meglio di loro conosce queste procedure, anzi si sono dimostrati molto collaborativi.

Ad un tratto spuntano tre esseri, tirati a lucido, sembravano appena usciti dalla fashion week di Milano.

Vi riporto la conversazione fatta con i due omini del green pass.

Omini del green pass: “buongiorno”

Trio medusa: “…………………. “

Omini del green pass “gentilmente dovremmo verificare temperatura e green pass”

Trio medusa: “a ma io sono il direttore del personale e questi sono miei collaboratori, verificate il mio nome”

Omini: “mi dia un attimo che sento il responsabile”

Trio medusa: “abbiamo fretta”

Omini: ” Ok potete entrare”

Vi avevo promesso che non avrei più parlato di virus, vaccino ecc.. e così farò.

Però a questo signore una cosa la voglio dire: ” Caro mezzuomo, tu sei il direttore del personale giusto? Direttore e quindi uomo che dirige, che dovrebbe essere l’esempio del suo “personale”, il modello da seguire, il valoroso condottiero, com’è che sei l’ultimo fra i deficienti?”

Avrei voluto chiedergli in che classe fosse dell’asilo, ma purtroppo mi squillò il telefono.

Poi non lamentiamoci se i dipendenti timbrano il cartellino, girano i tacchi e vanno a farsi la spesa, se questi sono i loro direttori.

Saluti a tutti e buona serata.

WE WERE SOLDIERS-la partenza

Ore quattro, la sveglia interrompe un leggero sonno, la tensione mi scorre nelle vene. Mangio qualcosa di veloce, zaino e borsone sono già pronti.

In stazione non c’è troppo movimento, qualche sbadiglio qua e là, qualcuno si strofina gli occhi, qualche temerario si accende una sigaretta.

“Che cazzo sto facendo? ” è il pensiero che ogni tanto riaffiora, pensiero che puntualmente viene smorzato dall’adrenalina. Davanti a me si prospetta qualcosa di nuovo, un sentiero mai esplorato, il sogno di una vita.

I freni fischiano, il treno è lì e mi invita a salire.

Depositati zaino e borsone, mi butto sui sedili e ne approfitto per riposare un po’, la giornata sarà molto lunga, meglio conservare le energie.

Quando riapro gli occhi, scopro di essere molto vicino alla mia prima destinazione, Bologna. Una stazione maestosa quella di Bologna. Le persone entrano ed escono come se stessero danzando su un palco, all’esterno qualche taxi si muove.

L’appuntamento è per le 13, ma il mio contatto mi avvisa che saranno in ritardo.

Ne approfitto per addentare qualcosa, una pizza e una birra fanno decisamente al caso mio.

Ripenso a tante cose, alla decisione presa e alle conseguenze, “che cazzo sto facendo? “, ma anche questa volta l’adrenalina fa il suo decorso. Sono pronto, questa è l’occasione buona, non posso fermarmi adesso.

Il telefono squilla, è lui. Mi avvisa che in trenta minuti saranno di fronte alla stazione e che al momento opportuno mi sarebbe arrivato un messaggio di conferma.

Raccolgo le mie cose, ci siamo, pago il conto e mi dirigo a tutta velocità verso il punto di ritrovo. Appoggiate le chiappe su una panchina attendo, attendo l’arrivo di quello che sarà l’inizio di una nuova vita, o forse no.

Nell’incessante via vai di persone, bici, macchine, scorgo in lontananza un pulmino bianco, vetri scuri, dalla decisa guida sportiva. Accosta, il portellone si spalanca e in men che non si dica, nove figure escono come felini affamati.

La notifica non tarda ad arrivare, sono loro, si parte.

La vita del militare è qualcosa di molto particolare, non hai dimora, ma è come se ti sentissi sempre a casa. Il tuo gruppo, la tua squadra, non è altro che la tua famiglia. Il legame che si crea in certe situazioni va ben oltre una mera questione di amicizia. Magari ci si prende a pugni per una cazzata, ma poi tutto finisce di fronte ad una birra, come se non fosse mai successo nulla. Il gruppo decide la tua sorte e se non ti accetta, meglio tu ti faccia da parte. Funziona così, o dentro o fuori. Non ci sono sfumature, del resto è questione di sopravvivenza.

Ogniuno su quel pulmino ha una storia da raccontare, Mauro il capo del branco, ex paracadutista, ci intrattiene con qualche aneddoto accadutogli in Iraq, Pablo e Federico dietro, parlano di coltelli. Alla guida c’è Tommaso. Filippo dorme come un Angioletto. Tra una sosta e l’altra il viaggio prosegue in direzione Polonia, il centro di addestramento ci aspetta.

Continua….

Rubrica Cali_Fit

Come preannunciato a breve metterò a disposizione una rubrica, accessibile liberamente, per alcuni contenuti e tramite un piccolo abbonamento per altri, dedicata all’allenamento e alla nutrizione. Gran parte degli articoli saranno volti all’analisi dei principali esercizi del Cali_Fit, con richiami fotografici delle posizioni corrette da tenere, analisi biomeccaniche e circuiti finali di allenamento, che vi introdurranno al sistema di allenamento Cali_Fit e che allo stesso tempo vi permetteranno di migliorare fin da subito la vostra forma fisica e mentale. Un sistema sviluppato per ottenere i massimi benefici con il minor impegno temporale possibile.

Saranno disponibili schede tecniche di esercizi da effettuare interamente a corpo libero, utilizzando piccoli attrezzi ma anche esercizi con barre, bilancieri e sovraccarichi per chi ne avesse a disposizione.

Il Cali_Fit è un sistema in continua evoluzione.

La rubrica vuole essere uno spunto per introdurvi a quello che sarà il sistema vero e proprio.

Qui sotto ne troverete un esempio.

PLANK E HOLLOW POSITION

Quando ci si allena a corpo libero, diventa fondamentale imparare la posizione chiamata hollow position.

Questo assetto, biomeccanicamente ci permetterà di essere stabili in quanto andremo ad attivare al massimo il core, cioè la parte centrale del nostro corpo.

La posizione consiste nell’accentuare al massimo la curva lombare e nell’effettuare una retroversione del bacino, contraendo i glutei. In questo modo avvicineremo al massimo i capi del retto addominale. Solo a questo punto dovremo comprimere al massimo l’addome.

Vi assicuro che 60 secondi in questa posizione contraendo al massimo, non sono affatto semplici.

Quella che avete appena visto è una plank in hollow position, la stessa plank la possiamo riproporre in diverse varianti.

A BRACCIA TESE

PLANK HOLLOW POSITION BRACCIA TESE

A BRACCIA TESE CON L’UTILIZZO DELLE MANIGLIE per non sovraccaricare i polsi

PLANK HOLLOW POSITION BRACCIA TESE MANIGLIE

PLANK IN APPOGGIO la versione facilitata

PLANK IN APPOGGIO

PLANK IN APPOGGIO CON BRACCIA TESE per abituare i polsi

PLANK IN APPOGGIO BRACCIA TESE

Esiste poi la versione laterale, eseguita sempre mantenendo la hollow position, questa posizione vi permetterà di coinvolgere maggiormente gli obliqui.

SIDE PLANK

SIDE PLANK

continua….

“Verità”

Lontano 2010

ormai ero lì da un mese, uscito dalla statale svoltavi per il paese e poi ti infilavi in una stretta strada di montagna. Nove chilometri su un filo di asfalto pregando iddio di non incrociare altri mezzi.

Oltretutto immaginate d’inverno, arrivare a lavoro era in sé per sé già un lavoro.

La ditta produceva e produce tutt’ora laminati in acciaio, perciò immaginate il contesto, acciaieria della bassa bergamasca, mi sembrava a tutti gli effetti di stare in mezzo agli gnomi del Signore degli anelli, instancabili forgiatori di metallo.

Però un bagno di “verità” come in quel periodo non l’ho più fatto.

Questa è gente che se ti dice A è A, non A ma forse potrebbe essere B, se poi la guardi da un’altra prospettiva forse è quasi C. No. Se ti devono dire ciao mi stai sulle palle, lo fanno, punto. A differenza di tanti manichini in giacca e cravatta che ti danno le pacchette sulla spalla con quelle loro manine viscide, lì le persone erano vere, trasparenti, dirette, come un treno in corsa che ti arriva in faccia.

Questa è gente che dopo dieci ore di acciaieria torna a casa e spacca la legna con la scure, gente cazzuta insomma.

Ovvio che le mele marce ci sono anche li, gli invidiosi, gli stronzi i ruffiani, ma mi credete se vi dico che sono molto molto poche.

È stata un’esperienza che mi ha permesso poi, negli anni a seguire di poter fare tanti paragoni, con realtà di pianeti completamente differenti.

E ahimè, di quella “verità” non riesco più a farne a meno.

PER AVERE PIÙ ENERGIA

Facendo finta che la vostra alimentazione sia più o meno corretta (in futuro introdurrò anche questo argomento), esistono DUE COSE fondamentali che posso e devo fare per alzare la quota di energia a mia disposizione, durante tutta la mia giornata, in sostanza per avere più benzina.

Aperta parentesi, vedo troppa gente che si ingolfa di bevande energetiche, stimolanti, bustine per ricaricarsi e scommetto con scarsi risultati, chiusa parentesi.

Questo perché, non posso pensare di riempire un magazzino di energia, se prima non ho costruito il magazzino. Mi sembra lineare come ragionamento. Per di più se tento di stoccare più energia possibile avendo a disposizione dei magazzini molto piccoli, una bella fetta di questa energia verrà convertita in grasso.

E voi mi direte, sarà anche grasso, ma pur sempre energia è.

E avete ragione, ma… Non è energia di pronto utilizzo. Serve a ben poco.

Arriviamo al dunque, per creare dei “grandi magazzini” di energia, devo costruire tessuto muscolare. Punto. Usando un termine non correttissimo, devo aumentare il tessuto magro, usandone un altro ancor più scorretto, devo TONIFICARE.

Con i tempi che corrono, avere più energia da dedicare a lavoro, casa, famiglia, amici e hobby non è male. Troppe sono le persone sempre stanche in giro, bene, queste persone nel 90% dei casi hanno pochissimo muscolo.

Come fare ad aumentare il tessuto magro?

Esercizi di potenza. Fateli a corpo libero, fateli con i pesi, ma fateli. Li vedremo più avanti

Il tessuto magro oltretutto è il più potente antinfiammatorio naturale che abbiamo a disposizione.

Detto ciò, non accumuliamo troppi argomenti, nel prossimo articolo vi dirò qual è la seconda cosa da fare, per aumentare l’energia a vostra disposizione.

Se non sistemate prima queste due componenti, potrete meditare, bere casse di redbull, fare agopuntura, prendere pacchi di multicentrum, ma rimarrete sempre a corto di energia.

Alla prossima.

LA GESTIONE DELL’INFORTUNIO

incipit: facciamo subito le corna e tocchiamoci i beep

Quando ci si allena è normale infortunarsi a dir la verità è quasi più facile farsi male se, non ci si allena, detto ciò vi fornirò il mio pensiero in merito a questo tanto odiato argomento.

Bene, partirò dicendovi che qualche infortunio più o meno grave l’ho subito nel corso della mia NONcarriera sportiva.

Inizialmente da inesperto qual ero, una volta accaduto il misfatto, mi mettevo totalmente nelle mani del medico, del fisioterapista o chi per esso. Il discorso filava, lui è il professionista, lui mi risolverà il problema.

Perfetto, novanta per cento di insuccessi e sono stato ancora buono. Cioè nel novanta per cento dei casi il mio problema non veniva risolto.

Ma com’è possibile vi chiederete?

Ve lo spiego subito, anzitutto gli operatori sanitari sono esseri umani e come tali possono sbagliare, secondariamente siete voi i soli responsabili del vostro infortunio e della vostra guarigione, esageriamo per rendere l’idea, immaginate di dovervi curare in una zona sperduta e remota del pianeta, siete voi e voi. Vi siete fatti male, dovete guarire. Non so se mi sono spiegato, trovereste sicuramente il modo di risolvere il problema o per lo meno ci provereste in tutte le maniere possibili immaginabili, altrimenti, ciao ciao.

Siamo diventati troppo pigri anche in questo, mi fa male la spalla? Bene, per prima cosa, ascolta il dolore, quando aumenta? quando diminuisce? ci sono movimenti che lo incrementano? Altri invece mi fanno bene? È più la sera? O la mattina? Ecc.

Non posso pensare…mi fa male la spalla bene vado da tre osteopati diversi, cinque fisioterapisti, faccio agopuntura e massaggi tantrici, li pago mi risolveranno il problema. Si può essere, ma può anche essere di no. La spalla è vostra.

Che sia chiaro non vi sto dicendo di non andare dal professionista, un po’ come fanno i no-vax (☞ ᐛ )☞, vi sto dicendo semplicemente di metterci il giusto impegno nel risolvere il vostro infortunio.

Torno a ribadire, impariamo ad ascoltarci, senza scadere troppo nel trascendentale ma, ascoltiamo gli stimoli che ci invia il nostro corpo e agiamo di conseguenza. Vi assicuro che, anche se non riuscirete a risolvere il vostro problema da soli, avrete un sacco di informazioni utili da comunicare al vostro fisioterapista

CONSIDERAZIONI SERALI

Ci sono persone che tendono inesorabilmente alla provocazione, a screditare in continuazione il pensiero altrui, a sminuire il prossimo, subentrano nei discorsi con la loro saccenteria, come a dire, “eccomi io sono dio e la verità ce l’ho in tasca” Ohibò.

Il loro scopo non è interagire, confrontarsi, bensì mostrarsi al pubblico, in tutto il loro splendore.

Probabilmente scorrendo il loro albero genealogico, scopriremmo che discendono da antiche dinastie di re.

Anche se è più probabile che i loro antenati fossero degli umili sguatteri (con tutto il rispetto).

Amici miei, se ancora ne ho, sappiate che queste sono persone deboli ed insicure. Se voi li attaccate, loro si volatilizzeranno nelle crepe dei muri come scarafaggi.

Ribadisco, entrate sempre in punta di piedi e con umiltà nei pensieri altrui.

DISinfluencer

Prima puntata della mia personale rubrica su come diventare disinfluencer.

Facile influenzare il pubblico, è?

un po’ di dimestichezza con i selfie, posti chic, sorrisi e tanto lusso e il successo è assicurato, followers che piovono come zampilli di lava, durante un’eruzione vulcanica.

Bene, sappiate che per essere disinfluencer la strada è tutt’altro che in discesa.

Anzi tutto bisogna essere veri, qualità che oggi giorno è più preziosa e rara del platino.

Secondariamente bisogna sempre dire quello che si pensa, mettendo i dovuti filtri, il vero disinfluencer non si fa corrompere da niente e da nessuno.

Punto numero tre, che potrebbe a tutti gli effetti prendere il posto del numero uno, bisogna pensare, ebbene sì, il disinfluencer è un essere pensante, che ragiona o quanto meno si sforza di farlo.

Se queste sono le qualità che vi caratterizzano, direi che siete a buon punto, la strada verso l’insuccesso è garantita, avrete un numero di followers pari ai componenti della vostra famiglia e forse nemmeno tutti.

Sarete voi stessi a mettere like e commenti ai post che pubblicherete e l’unico segno che troverete sul vostro conto sarà un meno, per lo spazio web da pagare.

Ma solo allora, girerete per le città a testa alta, con la consapevolezza che il vostro culo lo avrete visto voi e pochi altri intimi.

Lo so amici, non è facile essere persone di spessore ai nostri tempi, ma le cose cambieranno un giorno, me lo sento, lo dicevano pure i Maya, la fine del mondo è vicina.

(Sulla fine del mondo scherzavo, sul resto no).

A presto.